La decisione del Comune di Campobasso di rinviare l’apertura delle scuole comunali che sono sprovviste della certificazione in materia di sicurezza mette seriamente a rischio il regolare svolgimento delle lezioni. Ciò che maggiormente interessa alle Associazioni dei consumatori è il tema della sicurezza degli istituti scolastici.
Tuttavia, come è già stato osservato da altri, la sicurezza dei bambini deve caratterizzare in ogni momento l’attività amministrativa e non essere un’esigenza da far valere solamente a ridosso dell’apertura delle scuole.
In materia, come è noto la gestione delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado è conferita agli enti locali ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. 112/98. Tale normativa disciplina la sicurezza delle strutture scolastiche con particolare riferimento agli alunni, al personale docente e non docente oltre che alla salvaguardia dei beni e delle strutture è demandata in primo luogo al rispetto delle Norme e Misure di Prevenzione Incendi.
L’ottenimento del certificato di prevenzione incendi, di cui ricorre l’obbligo di ottenimento per le scuole di ogni ordine e grado con oltre 100 persone presenti (punto 85. del D.M. 16.02.1982), rappresenta, infatti, l’obiettivo primario da perseguire al fine di conseguire il livello minimo delle condizioni di sicurezza previsto dalle norme vigenti.
Il proprietario dell’immobile, che si tratti di un’amministrazione pubblica o privata cura, realizza e predispone le misure nel rispetto delle norme di prevenzione incendi finalizzate all’ottenimento del suddetto certificato. Il certificato di prevenzione incendi è poi rilasciato al responsabile dell’attività a cui è demandato il rispetto delle misure legate alla corretta gestione dell’attività scolastica.
Il responsabile dell’attività è tenuto a richiedere il "rinnovo del certificato di prevenzione incendi" (predisponendo opportunamente il nuovo parere VV.FF. e il nuovo sopralluogo ivi comprese le attività di aggiornamento del Piano Annuale delle Attività Formative del plesso scolastico) quando vi sono modifiche impiantistiche o strutturali, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti, e ogni qualvolta vengano a mutare le condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla data di scadenza del certificato (D.M. 16.02.1982). Quanto sopra in piena collaborazione con l’ente proprietario.
A questo punto c'è da chiedersi: chi doveva intervenire e non lo ha fatto? Chi doveva richiedere le certificazioni delle scuole con oltre 100 alunni ed è stato inerte? Per colpa di chi le scuole molisane sono sprovviste delle certificazioni di prevenzione incendi?
Limitare il diritto allo studio di centinaia di alunni è un fatto gravissimo e, proprio per questi motivi, l'Adoc chiede all'amministrazione pubblica e, in particolare, alla Prefettura competente di identificare e rendere note le responsabilità di quanto accaduto nel capoluogo molisano.
In materia, come è noto la gestione delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado è conferita agli enti locali ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. 112/98. Tale normativa disciplina la sicurezza delle strutture scolastiche con particolare riferimento agli alunni, al personale docente e non docente oltre che alla salvaguardia dei beni e delle strutture è demandata in primo luogo al rispetto delle Norme e Misure di Prevenzione Incendi.
L’ottenimento del certificato di prevenzione incendi, di cui ricorre l’obbligo di ottenimento per le scuole di ogni ordine e grado con oltre 100 persone presenti (punto 85. del D.M. 16.02.1982), rappresenta, infatti, l’obiettivo primario da perseguire al fine di conseguire il livello minimo delle condizioni di sicurezza previsto dalle norme vigenti.
Il proprietario dell’immobile, che si tratti di un’amministrazione pubblica o privata cura, realizza e predispone le misure nel rispetto delle norme di prevenzione incendi finalizzate all’ottenimento del suddetto certificato. Il certificato di prevenzione incendi è poi rilasciato al responsabile dell’attività a cui è demandato il rispetto delle misure legate alla corretta gestione dell’attività scolastica.
Il responsabile dell’attività è tenuto a richiedere il "rinnovo del certificato di prevenzione incendi" (predisponendo opportunamente il nuovo parere VV.FF. e il nuovo sopralluogo ivi comprese le attività di aggiornamento del Piano Annuale delle Attività Formative del plesso scolastico) quando vi sono modifiche impiantistiche o strutturali, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti, e ogni qualvolta vengano a mutare le condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla data di scadenza del certificato (D.M. 16.02.1982). Quanto sopra in piena collaborazione con l’ente proprietario.
A questo punto c'è da chiedersi: chi doveva intervenire e non lo ha fatto? Chi doveva richiedere le certificazioni delle scuole con oltre 100 alunni ed è stato inerte? Per colpa di chi le scuole molisane sono sprovviste delle certificazioni di prevenzione incendi?
Limitare il diritto allo studio di centinaia di alunni è un fatto gravissimo e, proprio per questi motivi, l'Adoc chiede all'amministrazione pubblica e, in particolare, alla Prefettura competente di identificare e rendere note le responsabilità di quanto accaduto nel capoluogo molisano.

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