martedì 18 settembre 2012

Vertenza Solagrital. Attivazione di un tavolo di coordinamento istituzionale congiunto

Attivazione di un tavolo di coordinamento istituzionale congiunto tra la Regione Molise – Assessorato alle Politiche Sociali e l’Ufficio Territoriale del Governo per la gestione delle ricadute della crisi aziendale sulle famiglie dei lavoratori, degli allevatori e degli operatori occupati nell’indotto della filiera avicola.









La complessità della crisi della filiera avicola molisana sarà affrontata in sede nazionale dal Governo con i competenti ministeri dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole e del Lavoro, e con le rappresentanze sindacali, imprenditoriali e istituzionali intervenute ai vari livelli amministrativi.

Presso la Presidenza della Giunta Regionale è aperto da tempo un tavolo di confronto sulla vertenza della Solagrital scarl di Bojano (CB) e nei prossimi giorni sarà sicuramente coinvolto anche il Consiglio Regionale per esaminare la situazione emergenziale e tentare di individuare gli strumenti per fronteggiarla.

Con la presente istanza, non mi soffermerò su questo percorso, riservandomi di formalizzare proposte di metodo e di merito in Commissione Lavoro e nella conseguente sessione d’Aula in Consiglio Regionale.

Mi limiterò ad avanzare una proposta già anticipata ufficialmente il 25 agosto scorso al Sindaco di Bojano, tesa ad attivare un coordinamento istituzionale specifico dell’Ufficio Territoriale del Governo e dell’Assessorato alle Politiche Sociali, circa le ricadute sociali della crisi della filiera avicola molisana sulle famiglie dei lavoratori, degli imprenditori e degli operatori dell’indotto Solagrital.

Ricordo che ad oggi il personale vanta 4 mensilità e versa in condizioni di sofferenza. Fornitori, allevatori, trasportatori e aziende di servizio hanno accumulato crediti e nel mentre attendono di riscuoterli, hanno problemi di tenuta facilmente intuibili.

Ricordo inoltre che sono attive tre diverse procedure di sostegno al reddito, di aziende della filiera avicola, per cassa integrazione e mobilità che coinvolgono centinaia di addetti.

In aggiunta il personale stagionale ed avventizio potrebbe ritrovarsi con le mensilità pregresse da riscuotere e senza il diritto di usufruire degli ammortizzatori sociali per il futuro. Le conseguenze della crisi Solagrital si scaricano sulla vita quotidiana delle famiglie con tutti i risvolti che si possono immaginare in termini di mutui, fitti, bollette, tributi, acquisiti dei beni di prima necessità e dei libri scolastici, oltre a disagi provocati da possibili malattie o altre emergenze familiari.

Non si può legare l’evoluzione della vertenza alle scadenze impellenti del personale perché i tempi sono incompatibili come mostra il mutamento altalenante dei vertici aziendali tra concordato preventivo art. 182 quater, terzo comma della Legge Fallimentare, commissariamento ministeriale ex art. 2545 sexiesdecies c.c. e ipotesi di trasferimento del personale o di fitto ad altre società.

Per questo, al fine di evitare una prevedibile mobilitazione dei lavoratori dai tratti giustamente esasperati, prospetto un coordinamento formale della vicenda con responsabili del Piano Sociale di Zona, i Sindaci dei comuni più esposti, la Caritas Diocesana, ed i dirigenti dell’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, con l’obiettivo di istruire misure di agevolazioni mirate, posticipi di pagamento, accessi al credito e sostegni al reddito.

Con un’azione simile, del tutto distinta e parallela, rispetto alla vertenza Solagrital, le istituzioni saranno in grado di non lasciare soli quei nuclei familiari e riusciranno ad alleviare i disagi seppure in modo limitato e scontando ostacoli o impedimenti di ogni tipo.

Con l’auspicio che una simile prospettiva di lavoro sia assunta con somma urgenza dall’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali e dalla Prefettura di Campobasso.

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