I tagli sono indispensabili, nonostante la loro impopolarità si deve porre fine agli sprechi frutto di decenni dissennati di spese folli nella sanità regionale.
Dalle posizioni univoche di associazioni e addetti ai lavori della sanità regionale. Dalle grida di discredito che giungono dal basso Molise e finiscono a Venafro, contro il Presidente Della regione Frattura colpevole della razionalizzazione sanitaria. Reo di aver promesso in campagna elettorale alle centinaia di unità impegnate nelle strutture periferiche ospedaliere di salvaguardare la loro collocazione lavorativa e oggi si vedono minata la possibilità di continuare a ricoprire quei sicuri posti, spesso frutto di vecchie raccomandazioni clientelari divenute nel tempo diritto acquisito e intoccabile.
Capiamo che l'entusiasmo che aveva condotto Frattura al vertice nelle passate elezioni si è spento e nell'egida degli interessi personali tutti i singoli cittadini impegnati negli ospedali periferici se potessero, eliminerebbero fisicamente il nostro presidente. Spesso si perde la lucidità in nome delle proprie legittime esigenze di sopravvivenza ed il caso delle diverse centinaia di infermieri, portantini e medici che da un momento all'altro possono vedersi esonerati per la chiusura dei reparti e la destinazione dei nosocomi ad altri utilizzi secondari della sanità,non è facile da accettare. Vorremmo comunque catalizzare l'attenzione su una riflessione che il cervello non accetta, quella della realtà dei fatti della sanità pubblica e della necessaria riduzione dei costi per garantire una sanità efficiente e di qualità.
Capiamo che l'entusiasmo che aveva condotto Frattura al vertice nelle passate elezioni si è spento e nell'egida degli interessi personali tutti i singoli cittadini impegnati negli ospedali periferici se potessero, eliminerebbero fisicamente il nostro presidente. Spesso si perde la lucidità in nome delle proprie legittime esigenze di sopravvivenza ed il caso delle diverse centinaia di infermieri, portantini e medici che da un momento all'altro possono vedersi esonerati per la chiusura dei reparti e la destinazione dei nosocomi ad altri utilizzi secondari della sanità,non è facile da accettare. Vorremmo comunque catalizzare l'attenzione su una riflessione che il cervello non accetta, quella della realtà dei fatti della sanità pubblica e della necessaria riduzione dei costi per garantire una sanità efficiente e di qualità.
Insistere oltre ogni misura per far restare tutto com'era un tempo è impossibile e francamente, come si può pensare che i nosocomi di Venafro, Agnone, Larino e Termoli possano assolvere alle medesime funzioni di ospedale primario con una popolazione di meno di 300.000 abitanti? Quella che è risultata essere la pazzia degli ultimi 20 anni che ha portato al collasso la nostra economia e il debito assurdo della sanità molisana ad oltre 500 milioni di euro va arrestata. Bisogna in questo momento accettare che i nodi sono venuti al pettine e gli sprechi non possono continuare: le risorse non ci sono più!
Le proteste delle associazioni in questo momento ci impongono un esempio allegorico. Prendiamo una delle tante famiglie che in questo momento si vedono senza sostentamento economico in quanto tutti e due i coniugi hanno perso il lavoro, vi è a stento la capacità di sostenere le spese alimentari, mentre i figli insistono per voler continuare a pretendere di spendere come prima, e cosa fanno? Aggrediscono il padre dandogli del fallito, del falso, del bugiardo, invece di rendersi conto che bisogna fare sacrifici e rimboccarsi le maniche e accettare che le cose sono cambiate. Così la sanità deve necessariamente cambiare.
Questo non vuol dire che i cambiamenti non devono essere realizzati nel rispetto delle regole e che tra sanità pubblica e privata non si debbano rispettare i parametri dettati dal legislatore e che la sanità pubblica regionale non debba protendere verso l'eccellenza, con ospedali dove ci siano professionalità che rendano il massimo per la salute dei cittadini.Il capro espiatorio di tutti i mali della sanità del passato, del presente e del futuro, non può diventare il presidente Frattura in quanto siamo convinti, starà trascorrendo notti insonni nella responsabilità di cercare di offrire un quadro il più indolore possibile ai nosocomi periferici, pur sapendo che ogni azione anche positiva per il futuro della salute pubblica, comporta delle scelte impopolari che minano anche la sua eventuale rielezione.
In questi giorni, dove il nemico giurato di Frattura,Michele Iorio, approfitta di ogni momento di debolezza amministrativa per stigmatizzarne l'operato della giunta regionale, stranamente tace. Cosa d'altronde potrebbe aggiungere ad una situazione dove buona parte del debito della sanità è stato creato sotto il suo lungo mandato, votato ed eletto da quelle persone che rivestono i ruoli principali nelle lunghe file degli assunti nella Asrem regionale e che oggi ignorando il passato si scagliano in protesta sull'erede del disastro?
Crediamo che Iorio da gran politico navigato si compiaccia di come il popolo impiegato della salute stia incalzando il suo antagonista e ne stia godendo la impopolare risultanza delle sue improcrastinabili e necessarie decisioni. In questo mondo strano, solo un consiglio a Paolo di Laura Frattura in un momento estremamente delicato della sua vita amministrativa mutuato da un aforisma di Paulo Coelho: Le decisioni devono essere prese con coraggio, distacco e, talvolta con una certa dose di follia non la follia che distrugge, bensì quella che conduce l’essere umano a compiere il passo al di là dei propri limiti.
Questo non vuol dire che i cambiamenti non devono essere realizzati nel rispetto delle regole e che tra sanità pubblica e privata non si debbano rispettare i parametri dettati dal legislatore e che la sanità pubblica regionale non debba protendere verso l'eccellenza, con ospedali dove ci siano professionalità che rendano il massimo per la salute dei cittadini.Il capro espiatorio di tutti i mali della sanità del passato, del presente e del futuro, non può diventare il presidente Frattura in quanto siamo convinti, starà trascorrendo notti insonni nella responsabilità di cercare di offrire un quadro il più indolore possibile ai nosocomi periferici, pur sapendo che ogni azione anche positiva per il futuro della salute pubblica, comporta delle scelte impopolari che minano anche la sua eventuale rielezione.
In questi giorni, dove il nemico giurato di Frattura,Michele Iorio, approfitta di ogni momento di debolezza amministrativa per stigmatizzarne l'operato della giunta regionale, stranamente tace. Cosa d'altronde potrebbe aggiungere ad una situazione dove buona parte del debito della sanità è stato creato sotto il suo lungo mandato, votato ed eletto da quelle persone che rivestono i ruoli principali nelle lunghe file degli assunti nella Asrem regionale e che oggi ignorando il passato si scagliano in protesta sull'erede del disastro?
Crediamo che Iorio da gran politico navigato si compiaccia di come il popolo impiegato della salute stia incalzando il suo antagonista e ne stia godendo la impopolare risultanza delle sue improcrastinabili e necessarie decisioni. In questo mondo strano, solo un consiglio a Paolo di Laura Frattura in un momento estremamente delicato della sua vita amministrativa mutuato da un aforisma di Paulo Coelho: Le decisioni devono essere prese con coraggio, distacco e, talvolta con una certa dose di follia non la follia che distrugge, bensì quella che conduce l’essere umano a compiere il passo al di là dei propri limiti.
P.Tonti

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