Il Set pro
S.S. Rosario è stato allestito e girato. Pochi figuranti, ma grandi aspirazioni
di attori, sceneggiatori e registi.
Il set
cinematografico della protesta è stato ieri sera allestito davanti la sede del
S.S. Rosario di Venafro. All’ospedale c’erano tutti, dal commissario al
sacrestano; all’ospedale c’erano tutti in piedi con il cero in mano, ma
mutuando De Andrè: in verità non erano in molti. Circa 300 persone su una
popolazione residente di 10.000 abitanti, è quindi solo il 3% dei residenti a
Venafro a cui stanno a cuore le sorti del nosocomio cittadino. Nonostante il
risalto mediatico, davvero poca cosa sulla maggioranza di un 97% di abitanti
che se ne infischiano se il S.S. Rosario ha perso anche il reparto di ortopedia
che da oggi migra verso il Veneziale di Isernia. Sul set, impegnati nel lungo
cordone umano, allestito per circa un centinaio di metri lungo la strada, su
entrambi i lati della carreggiata, partendo dall’ingresso dell’ospedale, in direzione Cassino, la stragrande maggioranza
degli operatori sanitari del nosocomio e buona parte del personale
amministrativo, oltre ai curiosi più che attenti alla protesta, hanno approfittato della serata calda pre
estiva per recitare da comparse, gratuitamente, sperando che il film abbia
successo e si possano rivedere eternati nella pellicola . A guidare la
fiaccolata con il ruolo di attore protagonista Gianni Vaccone che da un po’ di
giorni si allena nella recitazione e ha dato il meglio di sé nella performance
pro ospedale. Dietro le quinte Il M5S con l’esponente cittadino Franco Macerola,
autore della sceneggiatura di un lavoro melodrammatico,
in cui in alcune parti vi è l’ispirazione ad un film d’azione. Egli sta
tentando, sperando che il finale ancora non scritto, possa avere l’esito di un
film americano, di garantirsi tanta notorietà e ottimi incassi al botteghino
della politica, in una sua eventuale performance elettorale futura. In regia il
Sindaco Antonio Sorbo, consumato regista di pellicole da film d’essai in cui
egli stesso protagonista ha catturato consensi nel Venafro film festival
comunale e si è autoelargito il sotto premio dell’investitura a coordinatore
generale della città dell’olio molisana. Egli punta all’Oscar con la pellicola
“S.S. Rosario forever” che potrebbe traghettarlo prima al ruolo di presidente
della provincia Pentra, con la nuova normativa, e se il film dovesse rivelarsi
un vero successo al botteghino, tentare
anche il salto in regione. Naturalmente, vorrebbe togliere notorietà e successo
ai noti registi e attori rappresentanti regionali, che pluripremiati dalla
critica, difficilmente permetteranno, l’approprio strumentale e indebito della
famosa statuetta con un film già visto dalla critica cittadina. Insomma,
nonostante il gran polverone, le aspirazioni di successo personale per i
singoli attori della politica locale noti ed emergenti. La serata di ieri si è
rivelata solo un mezzo di scarsa visibilità mediatica, non vi erano infatti televisioni
regionali. Il S.S. Rosario prosegue nella sua inesorabile dipartita da ospedale
primario, con destinazione ancora ignota, mentre subentra l’ombra di un altro
ricorso al Tar Molise per bocciare, questa volta in partenza e non al tavolo
romano, l’ennesimo piano sanitario regionale: un colossal divenuto più lungo di
“ Ben Hur” in cui ancora si ignora
quando potrà essere scritta la parola fine.
Pietro Tonti

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