Complesso Monumentale di Santa Maria delle Monache di Isernia - Interruzione di pubblico servizio – proseguimento atteggiamento antisindacale ed antisociale direttore Famiglietti - Richiesta urgente ed indifferibile al Sig. Prefetto di un tavolo istituzionale e alla Direzione Generale MiBAC di un tavolo nazionale sul Molise per il superamento del grave momento gestionale.
In Molise sui Beni Culturali si è passato ogni limite. L’ultimo provvedimento emanato dal soprintendente per avocazione dott. Famiglietti lascia allibiti tutti. Infatti, con nota del 26.07.2013 prot. 0004311, cl.16.19.05/8.1 inviata ad una serie di soggetti ma non tutti (sono rimasti infatti esclusi dai destinatari la Prefettura, il Comune interessato, la Provincia, le OO. SS., il personale la stampa, ed il pubblico), l’avv. Famiglietti ordina la chiusura del Complesso richiamato in oggetto per i pomeriggi di tutto il mese di agosto (frema restando la chiusura del sabato pomeriggio e della domenica per tutto l’anno, già disposta con le medesime modalità)!
Mentre il MiBAC, d’intesa con le OO. SS, in queste ore, comunica, secondo ormai tradizione le aperture dei siti culturali anche per la festività di ferragosto, in Molise (d’intesa con … nessuno) si chiude per tutto agosto! Già così la cosa appare gravissima ma se meglio la si analizza, si vedrà come il direttore Famiglietti si rapporti con il territorio e come gestisca un settore così importante. Il dirigente motiva il suo provvedimento con la mancanza di personale di custodia e con l’incombenza di dover tenere aperto il Museo del Paleolitico.
Questo è però aperto da oltre un anno e non risulta che, nel frattempo, ci siano stati mutamenti nella dotazione organica. Per inciso la parziale fruizione del Museo del Paleolitico è stata attuata senza contrattazione, consultazione ed informazione alcuna e con spostamento di personale in modo unilaterale. L’apertura, si ricorda, riguarda una sola sala controllabile a vista e, all’uopo, viene utilizzato anche personale ex lsu (quattro unità), tanto per la vigilanza quanto che per l’accoglienza, in dispregio delle regole.
Oggi chiude il Complesso di Santa Maria per tutto il mese, dimenticando l’importante afflusso estivo e dimenticando che all’interno della struttura, oltre alle sale espositive, insistono gli uffici di tre soprintendenze. Nessuna comunicazione alle OO.SS. di quanto sta accadendo, né tantomeno agli organi di informazione. Addetti ai lavori, capo servizio e l’unica O.S. vicina alle scellerate decisioni del direttore Famiglietti stanno facendo circolare la voce che i dipendenti per accedere al luogo di lavoro devono procurarsi una copia delle chiavi visto che uno dei soprintendenti, interpellato per le vie brevi, avrebbe risposto di arrangiarsi! In tutta questa procedura illegittima e, si osa dire, inverosimile, si dimentica che all’interno del Complesso ci sono diverse sale espositive, con collezioni di varia natura e che le stesse sarebbero prive di qualsiasi garanzia di tutela.
Relativamente alla mancanza di personale poi, gli atteggiamenti ondivaghi del direttore sono ancor più evidenti. I castelli di Venafro e Gambatesa e l’area architettonica-archeologica di San Vincenzo al Volturno, per esempio, sono aperte al pubblico grazie all’impegno di funzionari (non personale di custodia) tutti iscritti UIL BAC all’uopo sensibilizzati dallo scrivente segretario, che con grande senso di responsabilità garantiscono turni per assicurare, unitamente all’esiguo personale di sorveglianza, le aperture, anche straordinarie. Ad Isernia invece, chi vuole dare, come sempre, la propria disponibilità per migliorare la fruizione e la valorizzazione dei siti culturali statali, viene inviato ad altre amministrazioni (si veda il ben noto caso dello scrivente segretario), in assenza di qualsivoglia tentativo di accordo simile a precedenti già attuati. È chiaro che non si parla di mancanza di personale bensì di incapacità di gestionale e di confronto.
Si chiede, ancora una volta, unitamente alla CGIL ed alla CISL che condividono la presente nota, al MiBAC un tavolo nazionale urgente e non più differibile ed al Prefetto e al Sindaco di Isernia un tavolo istituzionale per il superamento dell’incredibile stasi gestionale. Si chiede inoltre agli organi competenti di verificare la legittimità dell’interruzione del pubblico servizio. Intanto mentre nella giornata di lunedì 5 agosto la scrivente O.S. si accingeva a portare avanti la protesta annunciata davanti all’ingresso del Complesso Monumentale di Isernia, alla quale hanno aderito alcune associazioni culturali, il sindaco di Isernia ed la presidente della Commissione Cultura del medesimo comune, la dirigenza faceva affiggere un cartello per il pubblico con ben cinque giorni di ritardo, confermando così l’omissione comunicata da questa O.S. e replicando inesattezze e nuove omissioni!
Mentre il MiBAC, d’intesa con le OO. SS, in queste ore, comunica, secondo ormai tradizione le aperture dei siti culturali anche per la festività di ferragosto, in Molise (d’intesa con … nessuno) si chiude per tutto agosto! Già così la cosa appare gravissima ma se meglio la si analizza, si vedrà come il direttore Famiglietti si rapporti con il territorio e come gestisca un settore così importante. Il dirigente motiva il suo provvedimento con la mancanza di personale di custodia e con l’incombenza di dover tenere aperto il Museo del Paleolitico.
Questo è però aperto da oltre un anno e non risulta che, nel frattempo, ci siano stati mutamenti nella dotazione organica. Per inciso la parziale fruizione del Museo del Paleolitico è stata attuata senza contrattazione, consultazione ed informazione alcuna e con spostamento di personale in modo unilaterale. L’apertura, si ricorda, riguarda una sola sala controllabile a vista e, all’uopo, viene utilizzato anche personale ex lsu (quattro unità), tanto per la vigilanza quanto che per l’accoglienza, in dispregio delle regole.
Oggi chiude il Complesso di Santa Maria per tutto il mese, dimenticando l’importante afflusso estivo e dimenticando che all’interno della struttura, oltre alle sale espositive, insistono gli uffici di tre soprintendenze. Nessuna comunicazione alle OO.SS. di quanto sta accadendo, né tantomeno agli organi di informazione. Addetti ai lavori, capo servizio e l’unica O.S. vicina alle scellerate decisioni del direttore Famiglietti stanno facendo circolare la voce che i dipendenti per accedere al luogo di lavoro devono procurarsi una copia delle chiavi visto che uno dei soprintendenti, interpellato per le vie brevi, avrebbe risposto di arrangiarsi! In tutta questa procedura illegittima e, si osa dire, inverosimile, si dimentica che all’interno del Complesso ci sono diverse sale espositive, con collezioni di varia natura e che le stesse sarebbero prive di qualsiasi garanzia di tutela.
Relativamente alla mancanza di personale poi, gli atteggiamenti ondivaghi del direttore sono ancor più evidenti. I castelli di Venafro e Gambatesa e l’area architettonica-archeologica di San Vincenzo al Volturno, per esempio, sono aperte al pubblico grazie all’impegno di funzionari (non personale di custodia) tutti iscritti UIL BAC all’uopo sensibilizzati dallo scrivente segretario, che con grande senso di responsabilità garantiscono turni per assicurare, unitamente all’esiguo personale di sorveglianza, le aperture, anche straordinarie. Ad Isernia invece, chi vuole dare, come sempre, la propria disponibilità per migliorare la fruizione e la valorizzazione dei siti culturali statali, viene inviato ad altre amministrazioni (si veda il ben noto caso dello scrivente segretario), in assenza di qualsivoglia tentativo di accordo simile a precedenti già attuati. È chiaro che non si parla di mancanza di personale bensì di incapacità di gestionale e di confronto.
Si chiede, ancora una volta, unitamente alla CGIL ed alla CISL che condividono la presente nota, al MiBAC un tavolo nazionale urgente e non più differibile ed al Prefetto e al Sindaco di Isernia un tavolo istituzionale per il superamento dell’incredibile stasi gestionale. Si chiede inoltre agli organi competenti di verificare la legittimità dell’interruzione del pubblico servizio. Intanto mentre nella giornata di lunedì 5 agosto la scrivente O.S. si accingeva a portare avanti la protesta annunciata davanti all’ingresso del Complesso Monumentale di Isernia, alla quale hanno aderito alcune associazioni culturali, il sindaco di Isernia ed la presidente della Commissione Cultura del medesimo comune, la dirigenza faceva affiggere un cartello per il pubblico con ben cinque giorni di ritardo, confermando così l’omissione comunicata da questa O.S. e replicando inesattezze e nuove omissioni!

Nessun commento:
Posta un commento