mercoledì 7 agosto 2013

Federconsumatori: Le famiglie acquistano sempre meno

Le consistenze debitorie tornano ai livelli antecedenti il 2008. Altro indicatore che la crisi persiste. Studio O.N.F.








Nel 2013 si registra l’ennesimo calo consecutivo delle consistenze del credito al consumo. Meno 4% rispetto allo scorso anno. Un andamento preoccupante, non perché sia positivo in se l’indebitamento, ma ciò denota chiaramente la grave situazione di crisi che le famiglie stanno vivendo. Il profondo disagio che i cittadini affrontano quotidianamente è tale da non consentire loro nemmeno di indebitarsi.

Inoltre, ad accelerare tale tendenza contribuisce l’insostenibile clima di incertezza, che investe specialmente il fronte fiscale: i cittadini non sono più nella condizione di poter programmare nulla fino a quando non conosceranno con esattezza cosa deciderà il Governo in tema di Iva, Imu e Tares ( che per costi diretti ed indiretti da uno studio O.N.F. potrebbe incidere qualora mantenute, sul potere di acquisto per 937 Euro).

L’analisi dell’andamento del credito al consumo rappresenta, quindi, un chiaro quadro del mutamento delle condizioni sociali e delle abitudini delle famiglie avvenuto nell’ultimo decennio.

Come si evince dalla tabella, infatti, dal 2002 al 2009 vi è stata una continua crescita delle consistenze debitorie. Un andamento dovuto al fatto che, all’indomani del passaggio all’Euro, per colmare la perdita del potere di acquisto derivante dal forte aumento dei prezzi e delle tariffe, nonché per mantenere gli stessi standard di vita, le famiglie hanno iniziato a ricorrere in misura sempre maggiore all’indebitamento (richiedendo sia prestiti personali, che prestiti per acquisti rateali e persino per andare in vacanza).

A partire dal 2009 – 2010, con l’aggravarsi degli effetti della crisi economica, tale andamento ha iniziato a ribaltarsi: le famiglie hanno cominciato a diminuire fortemente gli acquisti, anche rateali. Il calo più marcato si registra proprio nel 2013, anno in cui le consistenze debitorie son tornate ai livelli antecedenti il 2008.

“Si tratta di un segnale di forte allarme che il Governo non può più ignorare.” -  dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Per questo è urgente intervenire con misure concrete ed efficaci per avviare un deciso rilancio del potere di acquisto delle famiglie, attraverso detassazioni e investimenti per il lavoro e l’occupazione.

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