E’ arrivata alle 16 e 33 del 2 settembre scorso allo Sportello unico per le attività produttive di Gazzo Veronese, la pratica numero 100 mila tra quelle pervenute ai Suap dei 3.051 comuni italiani che hanno affidato la gestione dei propri sportelli alle Camere di commercio dall’avvio, nell’aprile del 2011, della riforma di questo strumento.
La pratica è stata inviata per via telematica tramite un professionista iscritto all'Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Bergamo. Dopo essere stata immediatamente protocollata, la relativa ricevuta che consente di dare avvio all’attività è stata inviata per posta elettronica certificata al domicilio elettronico dell’imprenditore e, contestualmente, è stata fatta la prevista comunicazione al Repertorio economico e amministrativo della Camera di commercio di Bergamo. Il tutto nello spazio di pochi minuti, senza code agli sportelli, né costi di spostamento per l’impresa o il professionista.
"Il traguardo delle 100 mila pratiche online gestite dai Suap camerali ha un valore non solo simbolico ma soprattutto concreto: è la dimostrazione che il sistema sta funzionando e dunque ha le carte in regola per essere messo a disposizione di tutte le imprese italiane, non solo di quelle che operano nei territori in cui le Camere sono partner dei comuni". Così il commento del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, al superamento della frontiera delle 100 mila pratiche totalmente online passate dagli Sportelli per le attività produttive gestiti dalle Camere di commercio, su delega o in convenzione con i comuni titolari del servizi.
Con riferimento alla procedura automatizzata, che costituisce l’85% delle pratiche, il Suap camerale consente di dare realmente avvio all’attività d’impresa in un giorno. I vantaggi maggiori di quest’architettura derivano dal gestire l’intero ciclo della pratica mediante le tecnologie della rete e dall’avere standardizzato modulistica e procedure per la maggior parte degli adempimenti. In alcuni casi, come in Veneto, questi vantaggi raggiungono tutte le imprese grazie ad un accordo tra Regione, Anci e Camere di commercio. Una best practice che potrebbe essere adottata immediatamente in altre regioni e che consente alle imprese di ciascun comune - per la procedura più semplice – di dialogare sostanzialmente con lo stesso Suap, utilizzando solo la procedura online e sulla base dei medesimi adempimenti.
"L’Italia - ha aggiunto il Presidente di Unioncamere – ha un bisogno estremo di tornare ad essere competitiva e una pubblica amministrazione efficiente può essere determinante per migliorare le performance delle imprese e favorire il rilancio di consumi e occupazione. Per vincere questa sfida, dobbiamo mettere da parte i particolarismi e far prevalere il buon senso: che significa standardizzare gli adempimenti necessari e cancellare quelli, e sono ancora molti, inutili e costosi".
Secondo una recente indagine condotta dal Ministero dello sviluppo economico sul funzionamento dei front-office degli Sportelli Unici delle Attività Produttive operanti in Italia, il processo di informatizzazione dei Suap è stato avviato nella quasi totalità dei casi ed è in continua evoluzione. Il problema non è solo completare l’informatizzazione del Suap, ma soprattutto realizzare la standardizzazione dei servizi all’utenza. Un’impresa che abbia la necessità di operare in territori vari, è costretta ad apprendere tante modalità operative diverse quanti sono i Suap con cui si deve rapportare. Lo stesso discorso vale per le modulistiche che deve “rintracciare” presso Suap diversi, che a volte differiscono in modo sostanziale anche in relazione allo stesso adempimento.
Il contesto operativo del Suap
La riforma dello Sportello Unico per le Attività Produttive (art. 38 d.L. 112/2008 e d.P.R. 160/2010) ha mantenuto l’attribuzione al Comune della funzione di Sportello Unico, indicando anche le modalità con cui questa può essere esercitata (art.4 del d.P.R. 160/2010), in forma singola o associata con accreditamento presso il Ministero dello Sviluppo Economico; in convenzione con la Camera di Commercio competente per territorio o mediante delega alla Camera degli aspetti organizzativi e strumentali.
Al 31 agosto 2013 i comuni accreditati presso il Ministero dello Sviluppo economico e con Suap operativamente autonomi sono 5.197; i comuni che, in delega o convezione, operano in convenzione con la locale Camera di commercio sono 3.051 (il 37,7% del totale).
"Il traguardo delle 100 mila pratiche online gestite dai Suap camerali ha un valore non solo simbolico ma soprattutto concreto: è la dimostrazione che il sistema sta funzionando e dunque ha le carte in regola per essere messo a disposizione di tutte le imprese italiane, non solo di quelle che operano nei territori in cui le Camere sono partner dei comuni". Così il commento del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, al superamento della frontiera delle 100 mila pratiche totalmente online passate dagli Sportelli per le attività produttive gestiti dalle Camere di commercio, su delega o in convenzione con i comuni titolari del servizi.
Con riferimento alla procedura automatizzata, che costituisce l’85% delle pratiche, il Suap camerale consente di dare realmente avvio all’attività d’impresa in un giorno. I vantaggi maggiori di quest’architettura derivano dal gestire l’intero ciclo della pratica mediante le tecnologie della rete e dall’avere standardizzato modulistica e procedure per la maggior parte degli adempimenti. In alcuni casi, come in Veneto, questi vantaggi raggiungono tutte le imprese grazie ad un accordo tra Regione, Anci e Camere di commercio. Una best practice che potrebbe essere adottata immediatamente in altre regioni e che consente alle imprese di ciascun comune - per la procedura più semplice – di dialogare sostanzialmente con lo stesso Suap, utilizzando solo la procedura online e sulla base dei medesimi adempimenti.
"L’Italia - ha aggiunto il Presidente di Unioncamere – ha un bisogno estremo di tornare ad essere competitiva e una pubblica amministrazione efficiente può essere determinante per migliorare le performance delle imprese e favorire il rilancio di consumi e occupazione. Per vincere questa sfida, dobbiamo mettere da parte i particolarismi e far prevalere il buon senso: che significa standardizzare gli adempimenti necessari e cancellare quelli, e sono ancora molti, inutili e costosi".
Secondo una recente indagine condotta dal Ministero dello sviluppo economico sul funzionamento dei front-office degli Sportelli Unici delle Attività Produttive operanti in Italia, il processo di informatizzazione dei Suap è stato avviato nella quasi totalità dei casi ed è in continua evoluzione. Il problema non è solo completare l’informatizzazione del Suap, ma soprattutto realizzare la standardizzazione dei servizi all’utenza. Un’impresa che abbia la necessità di operare in territori vari, è costretta ad apprendere tante modalità operative diverse quanti sono i Suap con cui si deve rapportare. Lo stesso discorso vale per le modulistiche che deve “rintracciare” presso Suap diversi, che a volte differiscono in modo sostanziale anche in relazione allo stesso adempimento.
Il contesto operativo del Suap
La riforma dello Sportello Unico per le Attività Produttive (art. 38 d.L. 112/2008 e d.P.R. 160/2010) ha mantenuto l’attribuzione al Comune della funzione di Sportello Unico, indicando anche le modalità con cui questa può essere esercitata (art.4 del d.P.R. 160/2010), in forma singola o associata con accreditamento presso il Ministero dello Sviluppo Economico; in convenzione con la Camera di Commercio competente per territorio o mediante delega alla Camera degli aspetti organizzativi e strumentali.
Al 31 agosto 2013 i comuni accreditati presso il Ministero dello Sviluppo economico e con Suap operativamente autonomi sono 5.197; i comuni che, in delega o convezione, operano in convenzione con la locale Camera di commercio sono 3.051 (il 37,7% del totale).

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