lunedì 16 settembre 2013

Infrastrutture viarie interne, Nagni: "Grande risorsa per il territorio, occorre riqualificare le tracce esistenti"

L’Italia è il Paese europeo che meno ha saputo spendere in materia di infrastrutture viarie e che meno ha investito sulla viabilità delle aree interne.











Le grandi direttrici di traffico su gomma hanno senza dubbio un ruolo importantissimo, poiché sono quelle che devono portarci al di fuori dei confini, ma non è possibile trascurare  i circuiti di collegamento tre  le varie aree dei nostri territori. Operare una riqualificazione di tali infrastrutture viarie  determinerebbe, infatti,  lo sviluppo e la crescita delle tante aree interne che caratterizzano i nostri territori.

Riqualificare la viabilità interna, non vuol dire per forza di cose dover intervenire in maniera selvaggia sul territorio,  ma vuol dire piuttosto sfruttare le tracce già esistenti, migliorandole, allargandole, ma restando sempre in sintonia con l’ambiente e il paesaggio, tenendo ben presente i due obiettivi primari di sicurezza e fruibilità.

È ovvio che, tra alcuni comuni le grandi distanze persistono ma questo, piaccia o non piaccia, fa parte delle caratteristiche orografiche del nostro territorio. Fino ad ora abbiamo purtroppo registrato l’assenza di una politica capace di cogliere l’importanza dello sviluppo viario delle aree interne e di comprendere la grande risorsa che la viabilità interna rappresenta.

Lancio questo grido d’allarme anche rispetto a quelli che sono gli indirizzi e i comportamenti delle Regioni, ben conscio che solo attraverso una riqualificazione delle infrastrutture viarie interne che, peraltro, coinvolgono una larga fetta di popolazione, potremo essere all’altezza di una viabilità europea.

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