"La nota del revisore dei conti è sotto i nostri occhi: dice che la Provincia deve prestare maggiori accortezze sull'uso degli immobili, sulle attività di alienazione, e così via... Non vogliamo fare demagogia né ci interessa lanciare attacchi politici, perché il punto è un altro, cruciale, di responsabilità e lo sottolineiamo con evidenza: quante occasioni sono state perse?
Oggi siamo a 4 milioni di disavanzo che non può far chiudere il bilancio in equilibrio. Perché la Provincia non si è mossa prima, per tempo? E' vero che il problema sono i tagli nazionali ai trasferimenti, ma a livello locale si è andati avanti fino ad oggi come se questi tagli non ci sarebbero stati, eppure tutti sapevano che la 'musica' stava cambiando". Micaela Fanelli, capogruppo d’opposizione alla Provincia di Campobasso, interviene in merito al documento, approvato a Palazzo Magno (11 voti favorevoli e 6 contrari della minoranza con un assente dell’opposizione che ha dichiarato apertamente di essere contro prima di dover lasciare l'aula), relativo alla programmazione finanziaria 2013-2015.
Spiega Fanelli: "Se avessimo assunto i provvedimenti necessari, con le verifiche per i risparmi che oggi vengono legate a non precisati gruppi di lavoro, non saremmo arrivati a un disavanzo di tale importo! I risparmi che la Provincia ha operato in questi due anni di attività sono stati insufficienti. Inoltre – aggiunge il capogruppo - sin da quando la Regione era amministrata dal governo Iorio, non si sono attivate le procedure per incamerare le risorse per l'esercizio delle funzioni delegate e per la quota parte degli introiti del bollo auto, così quelle voci di entrata oggi non compaiono in bilancio facendo ipotizzare uno squilibrio strutturale non sanabile".
In una situazione finanziaria così drammatica per l’ente, il capogruppo di centro-sinistra sintetizza il percorso di motivazione, di stimolo, ma anche di allarme avanzato per tempo dalla minoranza stessa: "Quella del 27 dicembre 2012 - ricorda Fanelli - fu una seduta dolorosa, perché la minoranza mise in luce la prospettiva di difficoltà che la Provincia avrebbe fronteggiato. Noi dell’opposizione fummo attentissimi a esaminarla sia in commissione sia in aula. E in particolare con uno scopo decisivo, anche e soprattutto per aiutare la maggioranza e quindi l'ente e i cittadini: mettere in evidenza le difficoltà cui la Provincia con certezza matematica sarebbe andata incontro se non avesse raddrizzato la rotta dell’andamento della spesa programmata!".
Per sintetizzare, Fanelli sottolinea come la minoranza aveva lanciato l’allarme finanziario: "Va da sé, quindi, che c’è un evidente ritardo con cui arriviamo a questo provvedimento votato in Consiglio provinciale, al quale noi dell’opposizione abbiamo espresso voto contrario. E ora? Siamo in una situazione di pre-fallimento".
Significa cioè che di questo passo la Provincia non può chiudere il bilancio in equilibrio. "Questo - afferma Fanelli - vuol dire che il responsabile finanziario deve dichiarare alla Corte dei Conti che il bilancio non può essere chiuso in pareggio.
E’ un atto di estrema rilevanza e criticità. Nella mia vita di amministratore - ammette - mai avrei voluto affrontare una situazione così drammatica". Conclude: "Sono state inviate missive, ma è mancata una drammatizzazione politica. A nostro avviso sarebbe stata necessaria una più forte, tempestiva ed efficace azione".
Spiega Fanelli: "Se avessimo assunto i provvedimenti necessari, con le verifiche per i risparmi che oggi vengono legate a non precisati gruppi di lavoro, non saremmo arrivati a un disavanzo di tale importo! I risparmi che la Provincia ha operato in questi due anni di attività sono stati insufficienti. Inoltre – aggiunge il capogruppo - sin da quando la Regione era amministrata dal governo Iorio, non si sono attivate le procedure per incamerare le risorse per l'esercizio delle funzioni delegate e per la quota parte degli introiti del bollo auto, così quelle voci di entrata oggi non compaiono in bilancio facendo ipotizzare uno squilibrio strutturale non sanabile".
In una situazione finanziaria così drammatica per l’ente, il capogruppo di centro-sinistra sintetizza il percorso di motivazione, di stimolo, ma anche di allarme avanzato per tempo dalla minoranza stessa: "Quella del 27 dicembre 2012 - ricorda Fanelli - fu una seduta dolorosa, perché la minoranza mise in luce la prospettiva di difficoltà che la Provincia avrebbe fronteggiato. Noi dell’opposizione fummo attentissimi a esaminarla sia in commissione sia in aula. E in particolare con uno scopo decisivo, anche e soprattutto per aiutare la maggioranza e quindi l'ente e i cittadini: mettere in evidenza le difficoltà cui la Provincia con certezza matematica sarebbe andata incontro se non avesse raddrizzato la rotta dell’andamento della spesa programmata!".
Per sintetizzare, Fanelli sottolinea come la minoranza aveva lanciato l’allarme finanziario: "Va da sé, quindi, che c’è un evidente ritardo con cui arriviamo a questo provvedimento votato in Consiglio provinciale, al quale noi dell’opposizione abbiamo espresso voto contrario. E ora? Siamo in una situazione di pre-fallimento".
Significa cioè che di questo passo la Provincia non può chiudere il bilancio in equilibrio. "Questo - afferma Fanelli - vuol dire che il responsabile finanziario deve dichiarare alla Corte dei Conti che il bilancio non può essere chiuso in pareggio.
E’ un atto di estrema rilevanza e criticità. Nella mia vita di amministratore - ammette - mai avrei voluto affrontare una situazione così drammatica". Conclude: "Sono state inviate missive, ma è mancata una drammatizzazione politica. A nostro avviso sarebbe stata necessaria una più forte, tempestiva ed efficace azione".

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