giovedì 3 gennaio 2013

Il Molise regione di troppi individualisti?

Riceviamo e pubblichiamo articolo di un nostro lettore.








La nostra piccola Regione non crede abbastanza alla Cooperazione tra piccole aziende, purtroppo i numeri danno un chiaro segnale di questo dato di fatto. Ho tentato negli ultimi 5 anni di sollecitare diverse Aziende del settore Agroalimentare a unirsi in consorzi o in cooperative, ma l'accoglienza positiva è venuta solo da pochissimi piccoli imprenditori, che tra l'altro sono tra le pochissime aziende che riescono a mantenere quote di Mercato sufficienti ad andare avanti, anche in quest'ultimo anno così difficile.

Uno dei segreti vincenti, aver investito alcune proprie risorse nel rinnovamento aziendale per entrare nei mercati esteri ed aver affrontato delle spese insieme ad altri soggetti della filiera alimentare, con prodotti affini e non in concorrenza fra loro, in questo modo hanno potuto partecipare a fiere nazionali ed internazionali con spazi espositivi più grandi e adeguati per presentare i loro prodotti Artigianali e Naturali, che sono richiesti moltissimo dal Mondo Intero.

Ora andando nello specifico al Comune di mia residenza, da ben 3 anni, Venafro, devo affermare già quanto scritto, letto e detto da tutti i venafrani e da tutti i media Regionali, che ormai la quarta città del Molise è arrivata al punto zero. Non voglio parlare di chi, come e perchè si è arrivati a questa situazione, visto che ritengo che le domande e le risposte devono darsele tutti coloro che sono nati e cresciuti qui e nelle comunità vicine.

In occasione della fine dell'anno e l'inizio del nuovo desidero sperare che alcuni prodotti e tra tutti il famosissimo Olio Venafrano, possano avere finalmente un'unica etichetta sotto la quale la maggioranza degli olivicoltori e dei proprietari terrieri possa riconoscersi ed iniziare in cooperazione ad entrare nel mercato nazionale, ma sopratutto internazionale con l'intento di ottenere molto di più a vantaggio di tutti e quindi contribuire a far rinascere la città e l'intero hinterland, utilizzando la squadra e non i singoli soloni che ormai sono restati senza voce e senza mezzi.

Per chiudere desidero inserire alcuni dati presi da internet che mostrano come la cooperazione è una carta vincente.

Numeri della cooperazione agroalimentare associata in Italia

La cooperazione agroalimentare associata è costituita da oltre 5.800 imprese attive, sostenute da una base sociale di oltre 863mila aderenti. Il sistema genera un fatturato di 34,3 miliardi di euro (+13,3% rispetto al 2006) e garantisce occupazione a 93.786 addetti. La cooperazione agroalimentare ha affrontato la recente crisi economica limitando gli impatti negativi su fatturato ed occupazione.

Nel settore agroalimentare la cooperazione ha storicamente rappresentato e rappresenta tuttora uno strumento molto efficace per superare la polverizzazione aziendale che caratterizza il settore primario italiano. Essa favorisce l’integrazione delle aziende agricole, la concentrazione dell’offerta e il riequilibrio del potere negoziale dei produttori nei confronti degli altri attori della filiera agroalimentare attraverso la valorizzazione sul mercato della materia prima conferita dai produttori agricoli associati che si riflette sul sostegno ai loro redditi.



Dott. Giovanni Venuto

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