“In un momento di tagli ai finanziamenti e di drastiche riduzioni dei servizi, in cui la priorità delle istituzioni di ogni genere e livello è il contenimento dei costi e l’ottimizzazione delle poche risorse a disposizione, la Regione Molise va controcorrente e impegna la cifra di 805mila euro e qualche spicciolo per le indennità di risultato dei dirigenti regionali”.
Lo rivela Cosmo Tedeschi, capogruppo in Consiglio Regionale dell’Italia dei Valori, che spiega: “Proprio l’altro giorno, e più precisamente il 10 luglio, è stata emanata una determinazione del direttore generale dell’ente (la n. 683 del 10/07/2012) con cui si stabilisce l’erogazione provvisoria del 60% dell’indennità di risultato per l’anno 2011 al personale regionale con qualifica dirigenziale”.
Somma, sottolinea Tedeschi, “che in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando poteva, anzi doveva essere spesa per interventi più urgenti e, soprattutto, utili alla comunità. Di fronte alle evidenti difficoltà in cui versano le imprese regionali e rispetto alla scottante crisi occupazionale che colpisce i giovani, il pagamento del premio di risultato ai dirigenti regionali poteva senz’altro aspettare, dal momento che ci sono situazioni sicuramente più urgenti su cui l’Ente potrebbe catalizzare la propria attenzione e le proprie risorse”.
Un esempio tra tutti, afferma il consigliere regionale Idv, “è dato dal settore della sanità, alla ribalta delle cronache regionali per la carenza di personale necessario a coprire turni e reperibilità”. Tutto ciò, aggiunge Tedeschi, “mentre ai cittadini si continuano, invece, a chiedere sacrifici e rinunce. I tagli ci sono, sì, ma riguardano sempre le stesse fasce. Invece, proprio in virtù degli sforzi chiesti alla popolazione, sarebbe ancor più doveroso per le istituzioni impegnarsi per gestire in maniera equilibrata ed oculata le proprie finanze, affinché queste possano andare a beneficio di tutti e non sempre della solita categoria di privilegiati”.
Una considerazione, precisa il consigliere “che appare ancora più calzante se si considera che, tra i dirigenti regionali beneficiari delle indennità di risultato, c’è chi ha preferito rinunciare al premio. A quanto pare, infatti, uno dei dirigenti ha scelto di rinunciare all’indennità proprio in virtù della difficile congiuntura economica che il Paese sta attraversando”.
Tra l’altro, precisa il vicesegretario regionale del partito dipietrista, “un dato singolare è che, come si evince dalla determina del direttore generale, tra i beneficiari del provvedimento con cui si stabilisce l’erogazione delle indennità, c’è anche un dirigente che risulta attualmente indagato per peculato, e si trova in custodia cautelare in carcere”.
Somma, sottolinea Tedeschi, “che in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando poteva, anzi doveva essere spesa per interventi più urgenti e, soprattutto, utili alla comunità. Di fronte alle evidenti difficoltà in cui versano le imprese regionali e rispetto alla scottante crisi occupazionale che colpisce i giovani, il pagamento del premio di risultato ai dirigenti regionali poteva senz’altro aspettare, dal momento che ci sono situazioni sicuramente più urgenti su cui l’Ente potrebbe catalizzare la propria attenzione e le proprie risorse”.
Un esempio tra tutti, afferma il consigliere regionale Idv, “è dato dal settore della sanità, alla ribalta delle cronache regionali per la carenza di personale necessario a coprire turni e reperibilità”. Tutto ciò, aggiunge Tedeschi, “mentre ai cittadini si continuano, invece, a chiedere sacrifici e rinunce. I tagli ci sono, sì, ma riguardano sempre le stesse fasce. Invece, proprio in virtù degli sforzi chiesti alla popolazione, sarebbe ancor più doveroso per le istituzioni impegnarsi per gestire in maniera equilibrata ed oculata le proprie finanze, affinché queste possano andare a beneficio di tutti e non sempre della solita categoria di privilegiati”.
Una considerazione, precisa il consigliere “che appare ancora più calzante se si considera che, tra i dirigenti regionali beneficiari delle indennità di risultato, c’è chi ha preferito rinunciare al premio. A quanto pare, infatti, uno dei dirigenti ha scelto di rinunciare all’indennità proprio in virtù della difficile congiuntura economica che il Paese sta attraversando”.
Tra l’altro, precisa il vicesegretario regionale del partito dipietrista, “un dato singolare è che, come si evince dalla determina del direttore generale, tra i beneficiari del provvedimento con cui si stabilisce l’erogazione delle indennità, c’è anche un dirigente che risulta attualmente indagato per peculato, e si trova in custodia cautelare in carcere”.

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