venerdì 13 luglio 2012

Brasiello: Con coraggio, verso il futuro

A seguito della mia partecipazione alla 135ª Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d’Italia tenutasi a Roma il 6 Luglio u.s. ritengo opportuno estendere alcune considerazioni espresse in quella sede da estendere alle nostre imprese.





Le Camere di Commercio italiane sono chiamate a dare il loro contributo per aiutare l’Italia a risollevarsi.

Consapevoli di avere radici profonde.

Radici di un sistema coeso che è cresciuto nel tempo, al passo con lo sviluppo economico e sociale dei territori.

Assecondandolo e favorendolo, secondo una logica funzionale.

Per questo siamo impegnati attivamente a fianco dei nostri imprenditori.

La “cattiva” Impresa come la “Cattiva” politica e la “Cattiva” Amministrazione produce danni permanenti.

Spegne le energie migliori, scoraggia elementi più aperti, premia chi rinuncia al rischio, alimenta la corruzione.

Rovesciare questo scenario è un imperativo categorico!

Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene.

I veri imprenditori – la stragrande maggioranza – lo sanno.

E scommettono sui propri talenti per far nascere qualcosa che prima non c’era. Qualcosa di più grande, di più bello, di più utile.

Mai da soli. Sempre insieme ad altri. Perché l’imprenditore sa essere “contagioso” . Nella ricerca di sempre nuovi orizzonti.

L’impresa è questo. Uno stile di vita. Per chi la guida. Per chi ci lavora.

Per questo va messa al centro del futuro del nostro territorio.

É questa una crisi anche di fiducia, minaccia tutto e tutti.

A cominciare dalla politica.

La prima ad avere smarrito la visione del futuro.

La politica è un lavoro da “strabici”: con un occhio deve afferrare e leggere l’oggi, con l’altro immaginare il domani.

A chi “semplicisticamente” trova nella cosiddetta “antipolitica” la soluzione di tutti i mali noi rispondiamo con il rilancio della “buona politica” e della “buona Amministrazione”. Che ci sono. E vanno valorizzate.

Chi accetta la sfida del mercato va sostenuto, non penalizzato.

Ecco perché, insieme alla rappresentanza delle imprese, chiediamo alla politica una sola cosa: di lasciarci lavorare, di farci fare ciò che sappiamo fare e che serve al nostro territorio.

Mai come oggi, c’è bisogno che tutti facciano la loro parte.

O si va avanti insieme o si fallisce insieme.

In Molise, in Italia, in Europa.

In questo quadro, le dimensioni delle Camere devono essere quelle che servono meglio alle imprese. Se necessario, le Camere potranno legare insieme più territori sui modelli delle reti e dei distretti.

Le Camere di Commercio oggi sono davvero la casa comune delle imprese. Di tutte le imprese. Senza divisioni tra settori, territori, realtà più grandi e imprese più piccole.

É questo, quello dell’unità, il valore fondamentale per superare ogni crisi, anche questa.

Possiamo farcela!

E restando uniti possiamo contribuire, in modo determinante, alla costruzione di un paese nuovo. Capace finalmente di liberare le speranze custodite nel suo passato.

“Chi non dà tutto non dà niente”.

Chi vuol essere generoso verso il futuro deve cominciare a dare tutto al presente.

Con spirito di sacrificio.

Per arrivare, con coraggio, nel futuro!

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