Riceviamo e pubblichiamo. Ieri mattina, nel fare l’abbonamento mensile Cassino-Isernia –Isernia-Cassino, ho appreso che la regione Molise non farà fare più alcuna fermata dei suoi treni nella regione Lazio, impedendo così lo spostamento di lavoratori, studenti, professionisti e quant’altro di categorie di cittadini che hanno la necessità di spostarsi tra questi due territori.
E’ una decisione miope, dannosa e considerato i tempi di crisi economica ed il costo di un trasporto individuale con la macchina anche provocatoria. Qualsiasi sia la motivazione di questa decisione è senza ombra di dubbio a danno dei cittadini sia molisani che laziali privati di un diritto essenziale quale è il trasporto pubblico.
Ieri mattina ho constatato che vi sono frontiere all’interno del territorio nazionale, per venire nel Molise bisogna recarsi nella capitale “Roma” e poi accedere al servizio pubblico di trasporto della regione Molise, è questa la sostanza di quanto stanno attuando.
Molise e Lazio sono regioni confinanti, la fermata di Cassino è la prima oltre il confine del Molise e secondo questi grandi pensatori in meno di 50 Km non vi sono persone che hanno necessità di spostarsi per recarsi a scuola, nei posti di lavoro, presso esercizi commerciali o presso strutture pubbliche, si può continuare ancora per molto se si pensa a tutte le attività ed interessi che le persone pongono in essere.
Pertanto chiedo che la vicenda abbia un’attenzione ed un coinvolgimento di quelle parti sociali che abbiano a cuore il benessere di questo paese, decisioni del genere danneggiano i cittadini di questi territori ed il territorio stesso con l’ impoverimento di servizi che ne favoriscono lo sviluppo economico. I passeggeri sono disposti ad essere testimoni del loro disagio.
Ieri mattina ho constatato che vi sono frontiere all’interno del territorio nazionale, per venire nel Molise bisogna recarsi nella capitale “Roma” e poi accedere al servizio pubblico di trasporto della regione Molise, è questa la sostanza di quanto stanno attuando.
Molise e Lazio sono regioni confinanti, la fermata di Cassino è la prima oltre il confine del Molise e secondo questi grandi pensatori in meno di 50 Km non vi sono persone che hanno necessità di spostarsi per recarsi a scuola, nei posti di lavoro, presso esercizi commerciali o presso strutture pubbliche, si può continuare ancora per molto se si pensa a tutte le attività ed interessi che le persone pongono in essere.
Pertanto chiedo che la vicenda abbia un’attenzione ed un coinvolgimento di quelle parti sociali che abbiano a cuore il benessere di questo paese, decisioni del genere danneggiano i cittadini di questi territori ed il territorio stesso con l’ impoverimento di servizi che ne favoriscono lo sviluppo economico. I passeggeri sono disposti ad essere testimoni del loro disagio.
Una passeggera
Rita Rea
Rita Rea

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