martedì 3 giugno 2014

OPERAZIONE COVER WAST

Scongiurato il traffico sistematico di rifiuti da altre regioni verso l’hinterland venafrano.










Rifiuti tossici interrati nell’agro di Venafro, l’operazione diretta dalla Procura della Repubblica di Isernia, finalmente fa luce su una vicenda che ha destato grandi preoccupazioni nel corso degli ultimi mesi, da quando Carmine Schiavone rilasciò un’intervista fiume in cui non affermava, ma neanche smentiva che nell’area di Venafro potessero essere stati interrati sistematicamente rifiuti tossici nel corso degli ultimi 20 anni.

Le indagini, anche mosse dal nostro interesse giornalistico sulla questione e da diversi testimoni oculari che avrebbero visto notte tempo dei Tir portarsi presso alcuni terreni tra Sesto Campano e Venafro e riversare strane sostanze nei terreni, stimolarono la Procura Pentra dall’organizzare una task force anti rifiuti tossici. Tutti impegnati nell’individuare e portare alla luce il losco che si celava sotto diversi metri di terra. In scena: Il Comando Provinciale della Forestale, Il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Campobasso, Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Isernia, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e L’A.R.P.A. Molise Dipartimento di Isernia.

Come ricorderete tutti si prodigarono con un intenso lavoro e tra dicembre e gennaio, furono esaminati al geo - magnetometro diversi terreni, ma non fu trovato nulla di sostanziale che potesse far trasparire un traffico di rifiuti tossici o ben altro. Le indagini proseguirono nell’effettuare degli scavi e furono rinvenuti solo scarti di edilizia e in qualche caso sostanze oleose in alcuni bidoni. Anche nella verifica delle falde acquifere e dei pozzi nell’intera area di Venafro non fu rilevato nulla di anomalo. Tali indagini con meticolosità e metodo sono continuate anche seguendo le indicazioni di alcuni testimoni e hanno condotto il Procuratore Capo Paolo Albano a voler essere solerte e autorizzare gli scavi su due distinti terreni: uno in agro di Sesto Campano e l’altro in agro di Venafro.

Le pale meccaniche fornite dai Vigili del Fuoco di Napoli hanno permesso di rinvenire ad una profondità di 5/7 metri alcuni fusti interrati in passato al cui interno sono stati rinvenuti rifiuti tossici. A tali profondità sono stati trovati materiali di risulta dell’edilizia, tra cui calce spenta, pannelli in eternit, oltre a  scarti di fonderia. I terreni non sono coltivati, risultano abbandonati con erbacce e situati in zone abbastanza isolate. La conferenza stampa di questa mattina indetta dal Procuratore Albano più che per illustrare un’eclatante scoperta di presunti traffici di rifiuti tossici verso la nostra provincia è stato un atto dovuto all’opinione pubblica allarmata dai tanti articoli e dalle tante dicerie che sono ruotate intorno al fenomeno rifiuti tossici in questi ultimi mesi.

Fortunatamente, la situazione è sotto controllo. Le indagini che hanno portato all’individuazione dei due terreni proseguono con gli accertamenti chimici al fine di rilevare la tossicità e la relativa pericolosità dei campioni prelevati. I due terreni cui è minata la possibilità di colture agricole visto l’alto tasso di inquinamento rilevato, (anche in superficie il forte olezzo di idrocarburi ne scongiurerebbe l’utilizzo) sono stati posti sotto sequestro. Tali appezzamenti sono intestati a due distinti proprietari. Per il momento la Procura isernina ha emesso denuncia per inquinamento ambientale verso ignoti e le indagini al fine di accertare le responsabilità sono coperte dal massimo riserbo.

P.Tonti

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