martedì 11 settembre 2012

Programma di sviluppo industriale Ittierre, chiesti altri 8 milioni di fondi pubblici

Nagni: "prima dell’erogazione, ognuno garantisca gli impegni presi".












La nuova proprietà Ittierre ha recentemente presentato al Ministero dello Sviluppo Economico un progetto denominato "Programma di Sviluppo Industriale per il Molise" in materia di innovazione ed investimenti per un modello industriale di eccellenza nel settore della moda e del Made in Italy nel centro – sud Italia.

Tale progetto, tra acquisizione di ulteriori nuove licenze di produzione e distribuzione, acquisto dei marchi, innovamento tecnologico  e messa a punto di nuovi tessuti tecnici, prevede un investimento totale di 48 milioni di euro dei quali, circa 8,3 milioni dovrebbero essere di contributi pubblici. L’ente interessato al planning è, ovviamente, la Regione Molise.

Ora, alla luce di quest’ultima richiesta dell’azienda finalizzata ad ottenere un ulteriore finanziamento pubblico, crediamo sia il caso di avviare una riflessione più ampia ripercorrendo velocemente le tappe della vicenda, per verificare se nel percorso intrapreso ognuno sta facendo la propria parte. Quello che sappiamo di certo è che il nuovo gruppo, non avendo sufficienti credenziali, è riuscito ad acquisire l’azienda tramite coperture bancarie, rese possibili grazie alla fidejussione della Regione Molise. Oltre a questa agevolazione l’Ittierre ha beneficiato di altri sistemi di sostegno pubblico.

Parliamo, ad esempio, del progetto "on the job" che sarà completato entro il mese di settembre e che permette all’azienda di avere a disposizione tutti i 550 lavoratori dello stabilimento di Pettoranello del Molise in Cig pagati, in sostanza, con i fondi pubblici. Il progetto "on the job" è il frutto di un accordo siglato con il ministero del lavoro lo scorso 31 gennaio alla presenza di una rappresentanza della Regione e a fronte di un dettagliato piano industriale che prevedeva una serie di azioni di investimento da garantire in parte con il ricavato del quale, peraltro, sarebbe giusto avere conoscenze dettagliate.

Diciamo questo perché l’azione del pubblico deve essere finalizzata a favorire la crescita e le attività produttive ma deve andare ad essere di supporto a quelle iniziative  che realmente diventano finanziariamente autonome e funzionali per il territorio. Proprio su questo punto, le notizie raccolte ci fanno immaginare un distacco dall’economia e dai tanti fasonisti locali e ad un approvigionamento sempre più votato all’estero. Insomma, ad oggi, a fronte dei fondi pubblici spesi per mantenere in piedi l’azienda, quali sono gli effettivi risultati sull’economia molisana?

Per quanto ne sappiamo non sono stati garantiti, finora, i livelli occupazionali ed il bilancio presentato è di poco superiore a quello della gestione commissariale (anzi, a ben guardare i 190 milioni di euro dichiarati rappresentano il bilancio complessivo di tutto il gruppo e non solo dell’Ittierre). Dopo ingenti contributi e aiuti vari, l’azienda torna a chiedere, oggi, un ulteriore esborso di denaro pubblico alla Regione Molise. 

Dinanzi a tutto ciò, quello che viene da chiedersi è in che cosa risieda l’abilità dei manager Ittierre e quale valore aggiunto abbia rappresentato l’ingresso del nuovo gruppo nell’azienda. Esiste un’effettiva opportunità e convenienza per la Regione Molise nel sostenere tali iniziative con l’obbiettivo, non sempre pienamente centrato, di salvare il salvabile? Quello che, ormai da anni il governo regionale sta perseguendo è un percorso che non porta da nessuna parte.

Andiamoci piano, quindi, con l’ipotesi di continuare ad accompagnare le aziende in difficoltà attraverso azioni di investimento senza controllo. Occorre prevedere uno screening analitico sulla tenuta delle aziende beneficiarie di fondi pubblici e occorre verificare periodicamente che gli impegni presi a monte con Ministeri e enti locali vengono portati avanti, rispettati nell’interesse dell’economia regionale e a garanzia dei livelli occupazionali. 

Lungi da noi l’intenzione di fare processi a manager o aziende ma vorremmo far passare il concetto che i fondi pubblici non devono rappresentare il profitto dell’azienda ma soltanto uno strumento che aiuti quell’azienda a diventare produttiva. Questo deve valere per tutti, tanto più per l’Ittierre, dal momento che ci sono i tempi e i modi necessari per intervenire.

La questione è spinosa e per questo, da tempo, dedichiamo tanta attenzione nel seguirla.Nel frattempo da parte nostra, c’è la promessa di restare vigili, di mantenere obiettività e di tornare presto su questa storia.

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