martedì 11 settembre 2012

Malasanità e burocrazia. Scarabeo, dov'è la Regione?

Il Vice segretario del PD molisano, Massimiliano Scarabeo, affronta la questione spinosa della lentezza della macchina amministrativa nel risarcire i danni cagionati della malasanità molisana.






Così che i cittadini, come spesso accade, oltre al danno, patiscono anche la beffa! Un caso specifico che si protrae da anni, vede gli eredi di un paziente deceduto per una trasfusione di sangue infetto, combattere contro la lentezza della burocrazia. Il caso, per ora circoscritto alla nostra Regione, rischia di varcarne i confini per essere portato all'attenzione dell'intero Paese. Un ulteriore punto perso per un territorio già sfiancato da numerosi problemi altrettanto seri.   


"Il caso in questione si riferisce al decesso causato da una trasfusione di sangue infetto ad un paziente ricoverato in un ospedale regionale. Nonostante siano state riconosciute le responsabilità e quantificati i danni, la Regione Molise, a distanza di anni, ancora non risarcisce gli eredi.  

Così coloro che hanno patito o patiscono le ingiustizie causate dalla lentezza della burocrazia, molto spesso, non trovano nelle istituzioni locali, l'interlocutore in grado di dare loro un aiuto concreto, tanto che, da uno specifico caso di malasanità, ne nasce un altro di carattere sociale del quale, la Regione, stenta a trovare la soluzione. La questione, che può apparire meramente economica, nasconde il distacco delle istituzioni di fronte a coloro i quali hanno sofferto per la perdita di un loro caro.

Una sofferenza mista a rabbia, se alle legittime lamentele si aggiungono le promesse di qualche svogliato funzionario che, nel caso specifico, sono sembrate solamente interlocutorie. Impegni scritti, quelli della Regione Molise, che finora sono serviti soltanto a posticipare il problema, accordi risultati vani, senza nessuna certezza che saranno mantenuti.

Di fronte a ciò, non possiamo parlare di progresso e sviluppo in una terra dove, proprio in momenti particolari come questo che stiamo vivendo, le emergenze di carattere sociale diventano sempre più difficili da affrontare da parte di chi non ha "Santi in Paradiso" e l'assenza delle istituzioni è sempre più evidente ed ingiustificata."

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