martedì 29 maggio 2012

Legge 30. Frattura, Leva e Di Pietro, replicano a De Bernardo

Il silenzio è d’oro, soprattutto quando le dichiarazioni altisonanti e ovviamente utili in campagna elettorale, si scontrano con la realtà dei fatti.





Il consigliere Lucio De Bernardo - uno dei tre proponenti la normativa che avrebbe prorogato di 8 mesi l’agonia del Molise, la famigerata legge 30 - ha fornito la sua personale chiave di lettura di questo scorcio di legislatura e della paralisi che l’opposizione consiliare avrebbe prodotto.

Per il collega questa situazione ha un solo colpevole: il nostro fermo e deciso no all’ipotesi normativa che avrebbe di fatto solo prorogato i poteri di una maggioranza ormai sfilacciata, allo stremo, divisa e dilaniata da una vera e propria guerra interna di successione e per questo ancor di più incapace di governare.

Sarà bene ricordare al collega che la maggioranza di Governo – alla quale appartiene - ha avuto quasi sei mesi di tempo per lavorare e costruire quello di cui oggi vaneggia.

In sede di approvazione della Finanziaria, l’opposizione consiliare - oggi accusata di essere la responsabile della paralisi amministrativa - aveva presentato una serie di emendamenti che, se accolti, avrebbero di certo risparmiato il suo lungo ed articolato piagnisteo.

In sei mesi di Governo regionale, la maggioranza avrebbe potuto concretizzare quello che oggi invece rimpiange di non aver potuto fare, campando le solite e fasulle accuse.

La paralisi è totale, dice De Bernardo ritirando fuori dal cassetto -  dove lo stesso governatore Iorio l’aveva riposta – la famigerata legge 30.

Certo, alla luce delle sonore bocciature incassate proprio in queste ore dalla Magistratura amministrativa,  forse la “paralisi” di cui si sparla sembra migliore della  “fantasia al potere”  che la maggioranza Iorio ha dimostrato fino ad oggi: sarà sfuggito al centro-destra che il Tar proprio in queste ore ha bocciato il pacchetto anticrisi proposto dalla Giunta Iorio e quindi dalla maggioranza di governo?

Meglio la “paralisi amministrativa” che oggi preoccupa così tanto il centrodestra oppure  gli sperperi di denaro e le figuracce che si rimediano ogni qualvolta le proposte varate da chi governa questa Regione vengono puntualmente impugnate e poi rispedite al mittente?

Non si passa dalla parte della ragione solo perché si materializzano spettri inesistenti.  E i molisani, che sulla legge 30 avevano una opinione precisa, sanno bene da che parte sta la ragione.

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