lunedì 8 aprile 2013

Filiera avicola. Si cambi metodo !

L’Associazione PrimaPersona Molise, ritiene preziosa la filiera avicola regionale ed auspica ogni azione tesa ad evitare lo smembramento in favore di aziende concorrenti che acquisendo i contratti con gli allevatori renderebbero inutile ogni tentativo di salvataggio della Gam-Solagrital.





Se verrà a mancare la materia prima tutti gli altri ragionamenti si annullano. Ed è per questo che PrimaPersona Molise chiede al Presidente Frattura di concentrarsi prioritariamente sulla salvaguardia degli allevamenti con accordi e garanzie indispensabili per riprendere qualsiasi discorso serio di rilancio della produzione, distribuzione e commercializzazione dei polli lavorati, elaborati e trasformati.

Insieme alla salvaguardia dei capannoni avicoli, dell’incubatoio e dei contratti di soccida, si devono adottare misure di tutela del reddito per i 670 addetti diretti, avventizi e per i trasportatori.

Su questo punto la Regione Molise si troverà di fronte ad un errore gravissimo dei vertici della Gam-Solagrital che nel corso del passaggio dei dipendenti del 14 novembre 2012 scelsero l’inquadramento previdenziale agricolo presso l’Inps con l’impossibilità tecnica di poterli collocare in cassa integrazione straordinaria e in mobilità retribuita.

A causa di quell’errore drammatico oggi ai 270 dipendenti a tempo indeterminato spettano soli 90 giorni di cassa agricola con la possibilità nel 2014 di presentare domanda di disoccupazione agricola con una copertura di 6 mesi di reddito e basta.

I lavoratori fissi sono stati danneggiati da una decisione aziendale che li priva di 12 o 24 mesi di cassa integrazione straordinaria e di 3 o 4 anni di mobilità pagata dall’Inps.

Gli avventizi sono stati esclusi dalla cassa in deroga nel silenzio grave della Gam-Solagrital e non godono di alcuna protezione sociale di nessun genere.

E’ anomala la manifestazione in programma domani al Consiglio Regionale che individua nella Giunta Frattura i responsabili di scelte sbagliate adottate dai dirigenti e dagli amministratori della Gam-Solagrital.

Prima di chiedere genericamente altri milioni di euro della collettività, i manifestanti dovrebbero interrogarsi su chi ha causato la crisi, chi ha scelto la previdenza agricola, chi ha gestito l’azienda, in che modo, e rivolgere la loro sollecitazione verso quei dirigenti e quelle figure della Gam-Solagrital.

Protestare contro Frattura per far erogare altri soldi pubblici senza chiarezza, senza garanzie e senza certezze, è un metodo vecchio da archiviare con urgenza

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