sabato 25 agosto 2012

Succede a Isernia

Succede a Isernia, città medaglia d’oro alla resistenza, che il 29 ottobre 2011 l’organizzazione neofascista Casapound organizza nella sala gialla della Provincia la presentazione di un libro.










Succede che Questore e Prefetto di Isernia, nonostante le proteste dell’Anpi e di organizzazioni politiche e sociali, e incuranti della legge 20 giugno 1952, n. 645 che sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche», concedano l’autorizzazione allo svolgimento della manifestazione dei “fascisti del III millennio” e militarizzano e blindano la città di Isernia con centinaia di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa.

Succede che cittadini democratici offesi dalla presenza dei neofascisti organizzino un presidio intonando "Bella Ciao".
 

Succede che a distanza di 10 mesi dall’accaduto a sette antifascisti viene recapitata una condanna di decreto penale da parte della Procura di Isernia perché: "intonavano lungo via Graziani in prossimità del palazzo della provincia slogan del tipo <<il molise è antifascista>> ed intonando la canzone <<Bella Ciao>>"….. Quella stessa Procura che ha archiviato  gli esposti contro la riorganizzazione e l’apologia del fascismo (  un anno fa è stata archiviava una dettaglia denuncia presentata dal sottoscritto a danno di un organizzazione che opera sul territorio isernino e che si denomina "Fascismo e Libertà") "ritrovi" un articolo del codice penale (art. 110 c.p., 18 comma 5 Regio Decreto 773/1931) per avviare un procedimento penale… in poche parole "rispolverano" un vecchio articolo del codice penale approvato dal regime fascista nel 1931, per condannare gli antifascisti che cantavano un  inno di libertà come "Bella Ciao" e che difendevano con un presidio nonviolento le norme della Costituzione Repubblicana nata dai valori dell’Antifascismo….

Ora a fronte di tutto ciò non può che sollevarsi una forte e ferma indignazione contro questi "rappresentanti dello Stato Democratico" che con il loro comportamento hanno legittimato  ideologie e culture che sono al bando per legge nel nostro paese e che tali devono rimanere,

L’autorizzazione alla manifestazione fascista e il decreto di condanna penale emessa dalla Procura della Repubblica di Isernia  rischiano di creare un pericoloso precedente in cui l’aggregazione fascista, nazista e razzista viene messa allo stesso piano della radicalità espressa da esperienze di autorganizzazione sociale e partecipazione democratica.

La condanna agli antifascisti deve offrire una occasione di incontro e di discussione a tutti coloro che hanno colto la gravità del problema.

C’è bisogno di dare una risposta politica forte e chiara al rigurgito fascista e all’ulteriore tentativo di sdoganamento e legittimazione da parte delle autorità competenti.

Mobilitiamoci allora! La più concreta e viva solidarietà agli antifascisti condannati.

Diciamo basta all'indifferenza di chi ritiene che movimenti che, si ispirano chiaramente al ventennio più buio della nostra storia, possano avere legittima cittadinanza politica nel nostro paese, con la complicità delle Istituzioni.

Svegliamoci! Per difendere tutti insieme le nostre idee, i nostri diritti, i nostri spazi.

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