lunedì 7 luglio 2014

Sanità e debiti molisani

Duecentodiecimilionidieuro (non separiamo this Cifra per osare l'idea della grandezza del Debito sanitario regionale).





Con questa somma, così straordinariamente insostenibile per l’economia della nostra regione, vengono meno le idee e i comitati; la visualizzazione di qualsiasi futuro: pubblico o privato che sia in sanità. 
Con questa cifra si annientano le speranza di sostenibilità economica futuribile per garantire la salute ai cittadini molisani.
Il tavolo Massicci (qualcuno pensava che un tavolo “massiccio”si rendesse indispensabile per sostenere il grande debito portato a Roma), ha fatto comprendere a tutti, addetti ai lavori e non del segmento sanitario, che non vi è piano che tenga.
Le bocciature degli ultimi 12 mesi e il tentativo “fratturiano”di porre un rimedio con l’ultimo Piano Sanitario presentato,( a prescindere dalle condivisioni e le critiche) sono una logica, naturale risultanza, che non vi è una via d’uscita indolore per la nostra sanità.
Il tavolo romano ministeriale ha emesso una sentenza: come intendete ripagare il debito contratto?
Quale può essere la risposta degli attuali amministratori regionali che hanno ereditato questa gatta da pelare di proporzioni ciclopiche?
Non vi sono soluzioni indolori; quelle che risultano applicabili sono di una tale impopolarità da restarci secchi (politicamente)! Questa è la risposta.
La migliore cosa che possa capitare al governo Frattura in questo momento, è quella del commissariamento esterno; cedere come potrebbe accadere naturalmente, la gestione commissariale e porla nelle mani di un esperto nominato dal ministero, che non guarderà sicuramente in faccia a nessuno!
Possiamo immaginare che nonostante la sospensiva del Tar e l’attesa di entrare nel merito rimandata al 2015, taglierà tutto, anche le valenze e i nosocomi periferici, il personale in esubero e gli imboscati.
Per Frattura, è l’unica soluzione per uscirne indenne (sempre riferito alla posizione politica); in questo caso avrebbe anche la possibilità di criticare, affermando: avevo proposto un piano ragionevole e vedete cosa è successo?
Certo, avrebbe anche la possibilità di scendere in piazza a capo degli “indignati”; potrebbe legittimamente, stigmatizzare gli errori di Iorio nel passato ventennio (colpevole del debito contratto in sanità) e le soluzioni governative per il rientro del debito sanitario non tollerabili dai cittadini.
Questa purtroppo, potrebbe rivelarsi una possibile evoluzione della vicenda sanità, sul rovo più spinoso che l’attività amministrativa del governo regionale abbia incontrato nel suo cammino.
Le responsabilità, comunque restano.
Chi governa e non è in grado di porre rimedi e soluzioni dirette, sapendo cosa ereditava: è sempre colpevole.
P.T.



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