Duecentodiecimilionidieuro (non separiamo this Cifra per osare l'idea della grandezza del Debito sanitario regionale).
Con questa somma, così straordinariamente insostenibile per l’economia della nostra regione, vengono meno le idee e i comitati; la visualizzazione di qualsiasi futuro: pubblico o privato che sia in sanità.
Con questa cifra si annientano le speranza di sostenibilità economica futuribile per garantire la salute ai cittadini molisani.
Il
tavolo Massicci (qualcuno pensava che un tavolo “massiccio”si rendesse
indispensabile per sostenere il grande debito portato a Roma), ha fatto
comprendere a tutti, addetti ai lavori e non del segmento sanitario, che non vi
è piano che tenga.
Le
bocciature degli ultimi 12 mesi e il tentativo “fratturiano”di porre un rimedio
con l’ultimo Piano Sanitario presentato,( a prescindere dalle condivisioni e le
critiche) sono una logica, naturale risultanza, che non vi è una via d’uscita
indolore per la nostra sanità.
Il
tavolo romano ministeriale ha emesso una sentenza: come intendete ripagare il
debito contratto?
Quale
può essere la risposta degli attuali amministratori regionali che hanno
ereditato questa gatta da pelare di proporzioni ciclopiche?
Non
vi sono soluzioni indolori; quelle che risultano applicabili sono di una tale impopolarità
da restarci secchi (politicamente)! Questa è la risposta.
La
migliore cosa che possa capitare al governo Frattura in questo momento, è
quella del commissariamento esterno; cedere come potrebbe accadere
naturalmente, la gestione commissariale e porla nelle mani di un esperto
nominato dal ministero, che non guarderà sicuramente in faccia a nessuno!
Possiamo
immaginare che nonostante la sospensiva del Tar e l’attesa di entrare nel
merito rimandata al 2015, taglierà tutto, anche le valenze e i nosocomi
periferici, il personale in esubero e gli imboscati.
Per
Frattura, è l’unica soluzione per uscirne indenne (sempre riferito alla
posizione politica); in questo caso avrebbe anche la possibilità di criticare,
affermando: avevo proposto un piano ragionevole e vedete cosa è successo?
Certo,
avrebbe anche la possibilità di scendere in piazza a capo degli “indignati”;
potrebbe legittimamente, stigmatizzare gli errori di Iorio nel passato
ventennio (colpevole del debito contratto in sanità) e le soluzioni governative
per il rientro del debito sanitario non tollerabili dai cittadini.
Questa
purtroppo, potrebbe rivelarsi una possibile evoluzione della vicenda sanità,
sul rovo più spinoso che l’attività amministrativa del governo regionale abbia
incontrato nel suo cammino.
Le
responsabilità, comunque restano.
Chi
governa e non è in grado di porre rimedi e soluzioni dirette, sapendo cosa
ereditava: è sempre colpevole.
P.T.

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