lunedì 12 maggio 2014

Infanzia, Save the Children: La Campania al primo posto in Italia per "povertà educativa" dei bambini e adolescenti

Bambini poveri due volte: oltre 1 milione quelli già colpiti dalla povertà economica estrema e 3 milioni e 500 mila a rischio esclusione, per la gran parte al Sud. Il loro presente e futuro rischiano di essere azzerato. All’opposto della graduatoria il Friuli Venezia Giulia, la regione più “ricca” di opportunità educative per i più giovani.





E’ la Campania, seguita da Calabria, Puglia, (ex equo) e Sicilia, la regione con la maggiore “povertà educativa” - cioè dove più scarsa e inadeguata è l’offerta di servizi e opportunità educative e formative per bambini e adolescenti: largamente insufficienti gli asili e le scuole a tempo pieno, pochissimi i libri, lo sport, l’arte e perfino internet a occupare il tempo libero, alto e allarmante il tasso di dispersione scolastica. Una deprivazione educativa che si somma alla povertà economica che colpisce più duramente proprio i bambini del Sud e riguarda ormai oltre 1 milione di minori in tutta Italia, mentre 3 milioni e 500 mila sono a rischio di povertà ed esclusione1.

Al polo opposto della classifica è il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lombardia ed Emilia Romagna, le regioni italiane più “ricche” di servizi e opportunità educative per bambini e adolescenti2. Una “ricchezza” che perde però di smalto al confronto con l’Europa: nessuna regione italiana è in linea con alcuni obiettivi europei quali, per esempio, la copertura degli asili nido che dovrebbe essere del 33% (nella fascia di età 0-2 anni), ma arriva a stento al 26,5% con l’Emilia Romagna,  mentre la Calabria, con il 2,5%, dista quasi 31 punti percentuali dal target europeo3. E obiettivo mancato, anche nella maggior parte dello stivale, la riduzione della dispersione scolastica sotto il 10%4 con numeri altissimi in Sicilia (25,8%) ma anche in regioni del Nord come la Valle d’Aosta (19%).

Sono alcune delle principali evidenze del rapporto “La Lampada di Aladino - L’Indice di Save the Children per misurare le povertà educative e illuminare il futuro dei bambini in Italia”, elaborato per la prima volta da Save the Children.

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