Tutelare gli interessi delle imprese della filiera agroalimentare del nostro territorio, difendere l'economia ed il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere, smascherare il "finto Made in Italy" : la Camera di Commercio di Campobasso, nei giorni scorsi, ha condiviso le azioni proposte dalla Coldiretti impegnata in una mobilitazione nazionale per la tutela del Made in Italy.
Nello specifico, l’intento è quello di avviare delle iniziative concrete per prevenire le pratiche fraudolente o ingannevoli, ai danni del Made in Italy o, comunque assicurare la più ampia trasparenza delle informazioni relative ai prodotti alimentari ed ai relativi processi produttivi e quindi l’effettiva rintracciabilità degli alimenti.
Tra le altre finalità : impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per finanziare progetti o imprese, che possano alimentare il fenomeno del finto Made in Italy e della concorrenza sleale per le imprese italiane, pregiudicando in tal senso gli interessi dei cittadini e dei consumatori e anche intraprendere delle valide azioni per sollecitare il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro della Salute, al fine di assicurare il rispetto, da parte della Commissione europea, per l’attuazione dell’obbligo di indicazione, con riferimento alle carni suine, del luogo di provenienza.
“Le iniziative della Coldiretti non possono che trovare piena condivisione da parte della Camera di Commercio di Campobasso - afferma il Presidente De Angelis- impegnata con le associazioni di categoria a promuovere il meglio delle produzioni locali in tutti i comparti, a difesa di quel Made in Italy che è sinonimo di tradizione dei territori e di qualità, oltre che, naturalmente, di tutela dei consumatori. Occorre mantenere alta l’attenzione sui diffusissimi fenomeni di italian sounding che si rivelano un danno doppio: in primo luogo causando la perdita di fatturato per le imprese del nostro territorio che producono “Made in Italy “e in secondo luogo per i consumatori, che vedono finire sulle propria tavola prodotti ambigui a causa di etichette non corrette.
Tra le altre finalità : impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per finanziare progetti o imprese, che possano alimentare il fenomeno del finto Made in Italy e della concorrenza sleale per le imprese italiane, pregiudicando in tal senso gli interessi dei cittadini e dei consumatori e anche intraprendere delle valide azioni per sollecitare il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro della Salute, al fine di assicurare il rispetto, da parte della Commissione europea, per l’attuazione dell’obbligo di indicazione, con riferimento alle carni suine, del luogo di provenienza.
“Le iniziative della Coldiretti non possono che trovare piena condivisione da parte della Camera di Commercio di Campobasso - afferma il Presidente De Angelis- impegnata con le associazioni di categoria a promuovere il meglio delle produzioni locali in tutti i comparti, a difesa di quel Made in Italy che è sinonimo di tradizione dei territori e di qualità, oltre che, naturalmente, di tutela dei consumatori. Occorre mantenere alta l’attenzione sui diffusissimi fenomeni di italian sounding che si rivelano un danno doppio: in primo luogo causando la perdita di fatturato per le imprese del nostro territorio che producono “Made in Italy “e in secondo luogo per i consumatori, che vedono finire sulle propria tavola prodotti ambigui a causa di etichette non corrette.

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