lunedì 22 luglio 2013

L'assessore Nagni su buono prima casa: Fondi esigui per il bando 2009

Ora occorrono altre forme di aiuto per ottimizzare le poche risorse disponibili in materia di politiche abitative.











Ma davvero siamo sorpresi di sapere che le risorse a disposizione per il bando 2009 del buono prima casa non siano bastate ad esaurire la graduatoria? Avendo a disposizione soltanto 3.000.000 di euro, una cifra irrisoria, soprattutto se paragonata a quella messa a disposizione per il bando precedente pari a circa 14.000.000 di euro, siamo certi che attivare la procedura del buono prima casa sia stata una strategia vincente?

O sarebbe stato meglio impegnare quella cifra in altre forme di aiuto, più moderne e meno onerose, che avrebbero permesso di accontentare un numero più ampio di persone e famiglie? Sono i quesiti posti dall’assessore regionale per le politiche abitative Pierpaolo Nagni in merito alla questione del bando del 2009 per i buoni prima casa che ha visto soddisfare soltanto 150 richiedenti aventi diritto. 

"Pur rispettando chi cerca di far valere i propri diritti – ha dichiarato riferendosi al neonato comitato Prima Casa -  credo che le rimostranze avanzate debbano essere rivolte a coloro che,  non avendo la copertura finanziaria necessaria,  hanno comunque deciso di avviare una procedura per la quale occorreva una disponibilità assai superiore.

Detto questo, è  chiaro che se  ci fosse la possibilità di ottenere risorse utili a far scorrere la graduatoria del 2009,  ne sarei felice ma deve essere chiaro che, rispetto agli anni passati,  i fondi destinati alle politiche abitative sono davvero esigui. Proprio per questo – ha precisato Nagni -  investire in sistemi, ormai superati e molto costosi, come i buoni casa e i rimborsi per ristrutturazioni varie, risulta essere un azzardo.

Ci sono molte possibilità, in materia di politiche abitative, sulle quali sono pronto a dibattere e credo che le strategie portate  avanti fino ad ora non debbano essere incentivate né seguite. Occorre piuttosto ottimizzare le risorse a disposizione pensando a sistemi alternativi che vadano incontro soprattutto ai giovani e alle famiglie, magari attraverso accompagnamenti al mutuo,  attraverso lo strumento del social housing oppure attivando formule di coordinamento e compartecipazioni finanziarie che permettano di andare incontro a chi intende acquistare casa".

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