Riforma Titolo V Costituzione: un errore intervento unilaterale del Governo, Regioni pronte al confronto.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome riconferma la piena volontà di ridurre i costi della politica. Esprime forte preoccupazione per la situazione che potrebbe determinarsi con il varo della legge di stabilità e per le conseguenze che alcune misure avranno su servizi fondamentali per i cittadini, in primo luogo per il servizio sanitario, l'istruzione e le politiche sociali.
Tale preoccupazione è data dalle conseguenze di tre manovre consecutive che hanno prodotto una riduzione insostenibile di molti miliardi per questi servizi. Inoltre la Conferenza delle Regioni in merito all’annunciato Disegno di Legge costituzionale sul Titolo V riafferma, come ha sempre sostenuto, che il problema fondamentale risiede nel non aver dato compiutezza ed equilibrio al disegno di autonomia e federalismo proclamato in più occasioni (es. Camera delle autonomie, federalismo fiscale, etc.), nel cui quadro andava affrontata anche la revisione del Titolo V della Costituzione. Un approccio che ha prodotto squilibri anche in relazione all’attuazione delle politiche di cui è opportuno si faccia carico l’intera filiera delle istituzioni.
Per questi motivi la Conferenza delle Regioni ritiene un errore l’intervento unilaterale del Governo e ritiene urgente un confronto sull’assetto istituzionale che si va profilando, a cui - sin dalle prossime ore - le Regioni si dichiarano disponibili.
"Le Regioni devono già gestire 2 manovre che pesano sul 2013 più la spending che pesa già sul 2013 – ha dichiarato il Presidente Vasco Errani al termine dell'incontro della Conferenza delle Regioni con il Governo a Palazzo Chigi sulla legge di stabilità il 9 ottobre - e quindi non ci sono le condizioni in nessun modo per poter gravare ulteriormente su alcuni servizi fondamentali, sanità e trasporto pubblico locale, che sono gli elementi dove ormai le Regioni ancora agiscono, visto l’azzeramento del fondo sul sociale.
Dunque il problema è molto serio. Credo che le Regioni abbiano fatto e dato una dimostrazione di grande responsabilità in questi mesi fino alla settimana scorsa, chiedendo al Governo di fare un giusto intervento sui costi della politica, li porteremo avanti, vanno nella direzione da noi proposta e andremo in questa direzione assolutamente. Ma un’altra cosa sono i servizi per i cittadini.
Mi auguro che il Governo comprenda questa differenza e sappia assicurare ai cittadini i livelli fondamentali che sono indispensabili in un momento di così grave crisi. Diversamente la stessa gestione delle Regioni verrebbe ridotta alla impossibilità di governare".
E per quanto riguarda la nuova riforma del Titolo V della Costituzione: "E'giusto realizzare in maniera organica una riforma della seconda parte della Costituzione, ma l'intervento deve essere fatto – ha sottolineato Errani - in maniera organica e non, invece, mettendo mano a vari pezzi particolari".
Tale preoccupazione è data dalle conseguenze di tre manovre consecutive che hanno prodotto una riduzione insostenibile di molti miliardi per questi servizi. Inoltre la Conferenza delle Regioni in merito all’annunciato Disegno di Legge costituzionale sul Titolo V riafferma, come ha sempre sostenuto, che il problema fondamentale risiede nel non aver dato compiutezza ed equilibrio al disegno di autonomia e federalismo proclamato in più occasioni (es. Camera delle autonomie, federalismo fiscale, etc.), nel cui quadro andava affrontata anche la revisione del Titolo V della Costituzione. Un approccio che ha prodotto squilibri anche in relazione all’attuazione delle politiche di cui è opportuno si faccia carico l’intera filiera delle istituzioni.
Per questi motivi la Conferenza delle Regioni ritiene un errore l’intervento unilaterale del Governo e ritiene urgente un confronto sull’assetto istituzionale che si va profilando, a cui - sin dalle prossime ore - le Regioni si dichiarano disponibili.
"Le Regioni devono già gestire 2 manovre che pesano sul 2013 più la spending che pesa già sul 2013 – ha dichiarato il Presidente Vasco Errani al termine dell'incontro della Conferenza delle Regioni con il Governo a Palazzo Chigi sulla legge di stabilità il 9 ottobre - e quindi non ci sono le condizioni in nessun modo per poter gravare ulteriormente su alcuni servizi fondamentali, sanità e trasporto pubblico locale, che sono gli elementi dove ormai le Regioni ancora agiscono, visto l’azzeramento del fondo sul sociale.
Dunque il problema è molto serio. Credo che le Regioni abbiano fatto e dato una dimostrazione di grande responsabilità in questi mesi fino alla settimana scorsa, chiedendo al Governo di fare un giusto intervento sui costi della politica, li porteremo avanti, vanno nella direzione da noi proposta e andremo in questa direzione assolutamente. Ma un’altra cosa sono i servizi per i cittadini.
Mi auguro che il Governo comprenda questa differenza e sappia assicurare ai cittadini i livelli fondamentali che sono indispensabili in un momento di così grave crisi. Diversamente la stessa gestione delle Regioni verrebbe ridotta alla impossibilità di governare".
E per quanto riguarda la nuova riforma del Titolo V della Costituzione: "E'giusto realizzare in maniera organica una riforma della seconda parte della Costituzione, ma l'intervento deve essere fatto – ha sottolineato Errani - in maniera organica e non, invece, mettendo mano a vari pezzi particolari".

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