martedì 11 settembre 2012

Vertenza SMI: No al protagonismo, sì ai fatti

In merito alle osservazioni sollevate dal segretario regionale della Fillea - Cgil sulla vertenza SMI, come Italia dei Valori ci preme fare alcune doverose precisazioni.










Innanzitutto crediamo che di fronte a gravi crisi aziendali come quella che ha colpito i lavoratori  della SMI, l’obiettivo  non sia quello di fare a gara a chi ne parla  per primo. Noi non ci premetteremmo mai di criticare il lavoro di un sindacato e dei suoi rappresentanti, ma non possiamo accettare di venire accusati di esserci accorti della difficile e incerta situazione dei lavoratori della SMI solo in questi giorni.  A onor del vero, infatti,  per correttezza nei confronti degli ex dipendenti e delle loro famiglie, ci sembra necessario precisare che già nel marzo del 2010  l’on. Antonio Di Pietro aveva richiamato l’attenzione dell’allora Ministro del Lavoro per mezzo di un’interrogazione dove si richiedeva il suo intervento per evitare la chiusura dell’azienda e conservare così i posti di lavoro.

Sempre a firma dell’on. Di Pietro e sempre all’attenzione del Ministro del Lavoro,  è stata presentata  nel luglio scorso una seconda interrogazione sulla vertenza SMI dove Elsa Fornero veniva sollecitata ad intervenire per superare la questione di stallo che si era venuta a creare dando così ai lavoratori garanzie  concrete circa il loro futuro. Non all’improvviso, ma in questo contesto ed in attesa della risposta ministeriale,  si inseriscono quindi  le tre interrogazioni che Cristiano Di Pietro ha ritenuto opportuno indirizzare al  Presidente della Regione ed  agli Assessori competenti affinché intervengano direttamente nella questione per adottare nel più breve tempo possibile tutte le misure in loro potere al fine di salvaguardare tutti i posti di lavoro e non solo parte di essi, come purtroppo già avvenuto con altre aziende.

Questa la realtà dei fatti e ciò che ci preme sottolineare è che in questi casi ciò che a noi interessa non è la gara di visibilità, ma stare accanto ai lavoratori mettendo in atto tutte le misure che sono in nostro potere per cercare di trovare soluzioni adeguate che tengano conto della drammatica situazione di lavoratori. Misure che noi possiamo proporre, ma che in ultima istanza possono essere realizzate solo dalla Giunta Regionale ragion per cui ci sembra ingiusto essere considerati indistintamente tutti latitanti, quando proprio chi doveva occuparsi in prima persona della vicenda, vale a dire Iorio e Scasserra, non hanno neppure risposto all’invito fatto pervenire loro da sindacati, Dafin e Confindustria per discutere della vertenza. 

Ciò che a noi interessa non è fare a gara a chi rilascia più  interviste o chi fa più atti di presenza, bensì il posto di lavoro dei dipendenti  e di come questo possa essere garantito. E proprio a questo proposito riteniamo opportuno oltre che proficuo lavorare tutti insieme, senza alzare inutili steccati, per il raggiungimento dell’obiettivo principale, ossia quello della tutela del futuro occupazionale dei lavoratori. La cosa certa è che noi siamo dalla loro parte,  per questo il nostro auspicio è di poter collaborare con le parti interessate dalla vertenza, non di sostituire o contrapporci al sindacato che rappresenta gli operai.

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