lunedì 10 settembre 2012

Questione Ittierre: La vergogna di chi non difende i lavoratori

E’ una vergogna! Quello che sta succedendo alla Ittierre è solamente una vergogna !! Oramai siamo giunti al "Si salvi chi può!".








Quelli che hanno capito, troppo tardi purtroppo, che il Titanic sta affondando, dopo un naufragio durato meno di due anni di gestione Albisetti, abbandonano una carretta del mare da tempo alla deriva.

A nulla sono servite le grida di allerta strillate da tempo, troppo tempo: i sospetti erano già nati quando il "Cavaliere Bianco", produttore di mutande e calzini, era giunto dal Nord  rilevando la Ittierre per un piatto di lenticchie, grazie ai "buoni uffici". 

L’azienda tessile di Pettoranello avrebbe potuto generare una ricchezza strabiliante per il territorio molisano, ma il platino nelle mani degli stolti si trasforma in  ferro arrugginito.

Non è bastato il crack milionario generato da Tonino Perna e dalla "cricca" di dirigenti ed amministratori da quattro soldi, per far capire la necessità di una rivoluzione complessiva: occorre una punizione biblica, come un’altra delle piaghe d’Egitto in una terra già martoriata ed ormai allo stremo.

Ma quel "manipolo" di fasonisti che protestavano, nulla ha potuto contro gli ignavi ed i collusi che trafficavano sottobanco.

Qualcuno blaterava di condizioni di libero mercato, mentre noi affermavamo che con l’utilizzo di risorse pubbliche, messe a disposizione dalla Regione Molise (i soldi di noi liberi ed onesti cittadini molisani) non si può permettere un ulteriore impoverimento dello stesso Molise !!!

Ed invece scopriamo ora altrettante promiscuità che non hanno consentito di smascherare per tempo le tante promesse al vento. Forse anche a causa delle persone che dovevano essere i "cani da guardia" a difesa dei diritti dei lavoratori (tutti i lavoratori) ma si sono dimostrate soltanto "pecorelle belanti" sotto il bastone del padrone.

Non hanno impressionato i 260 dipendenti sbattuti fuori dall’Azienda senza badare, in molti casi, al merito o alla professionalità,  E non fanno paura, oggi, nemmeno i 550 dipendenti in cassa integrazione, che sono (ancora per poco) al lavoro solo grazie alla cineseria dei corsi di "formazione on the job" che concede benefici al "padrone" e sacrifici ai lavoratori.

Dove sono i difensori dei deboli e degli oppressi? Si, perché ormai tali sono la maggior parte dei  dipendenti della Ittierre. O forse ancora peggio: schiavi della loro stessa paura. Paura di un futuro incerto, che in assenza di uno scatto di orgoglio e di dignità si è trasformato in un incubo.

Ricorda, qualcuno della Ittierre, quando noi fasonisti dicevamo: oggi tocca a noi, domani potrebbe toccare a voi?

Questa non è, come afferma qualcuno, la vendetta di un ex fornitore: qui grida vendetta un popolo intero, preso in giro da quattro mascalzoni che con i nostri soldi si sono arricchiti: già, loro a pancia piena e gli altri che muoiono di fame per mancanza di lavoro!

Quanto dovremo ancora aspettare per vedere i  "forconi"  davanti alla Ittierre?


Vittorio Monaco

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