mercoledì 1 agosto 2012

Cancellazione Provincia di Isernia, la lotta continua

Ora il tempo è tiranno e la lotta si fa più dura. A chi diceva e continua a dire che quest’ultima (la lotta) non serve a niente, rispondo che, nell’imbarazzante silenzio di qualche giorno fa, sfidai, le ferie (degli altri), il caldo e la politica e protestai solitariamente davanti al palazzo della Provincia per la difesa dell’istituzione.







Un PDL ostaggio della Lega e di se stesso, un PD ostaggio dell’IDV, dell’UDC e di se stesso, un’Italia ostaggio di Monti e alla mercé delle banche e degli speculatori (che poi sono la stessa cosa) con la complicità di tutti i partiti e una provincia ostaggio dell’indifferenza e dell’ignoranza più totale. Spiegare questi concetti tutto sommato non è nemmeno difficile e forse lo farò. Ma non adesso. Ora il tempo è tiranno e la lotta si fa più dura.

A chi diceva e continua a dire che quest’ultima (la lotta) non serve a niente, rispondo che, nell’imbarazzante silenzio di qualche giorno fa, sfidai, le ferie (degli altri), il caldo e la politica e protestai solitariamente davanti al palazzo della Provincia per la difesa dell’istituzione. Eppure non fui solo. L’invito fu raccolto da circa duecento persone e alcuni politici.

Un segnale? Lanciai l’idea del “Comitato per la difesa della storia, della cultura, dei confini e dell’autonomia della Provincia di Isernia e della Regione Molise” e fu ancora protesta e mentre il presidente del consiglio provinciale convocava un incontro politico allargato, il 23 c.m. ho indetto una giornata di mobilitazione alla quale, nonostante le ferie (sempre quelle degli altri), i soloni, i disfattisti, il cambio in corsa del luogo e la pesante pioggia, hanno risposto in trecento tanto da riempire la sala grande del palazzo provinciale. Un segnale? In poche ore raggiungere un momento di fermento (e in questa realtà è già grande il solo pensiero!) e circa quattrocento adesioni al comitato oltre ad alcuni enti, sindacati, comuni, non mi sembra poca cosa.

Insomma, si è passati dal vuoto più assoluto alla protesta, generando il coinvolgimento, forse suo malgrado, della politica. Non so e non mi importa. Importa invece constatare che da una Provincia spacciata, si è passata ad una fase intermedia, il tutto sarà demandato alle regioni! E vi sembra poco?! Allora la lotta serve e come se serve! Restano però i paletti del numero degli abitanti minimo per conservare una provincia e questo gioca a nostro sfavore ma rimette in ballo la stessa Campobasso che, oltre a non avere i numeri essa stessa, non può e non deve essere capoluogo di regione e capoluogo di provincia allo stesso tempo e quindi la regione tutta è in pericolo, come più volte ho avuto modo di segnalare e anticipare.

Peccato che questo i molisani non lo capiscano e, stupidamente, abbocchino alle dissertazioni di alcuni rappresentanti politici che continuano a dichiararsi per questa o quella maxiregione. Sono stato in Puglia, in Abruzzo, in Campania proprio in questi giorni e le voci ricorrenti sono quelle di regioni allargate ma conservando al centro le loro realtà, del Molise si parla come di una comoda propaggine, di un paese di confine. Ecco, servito l’annientamento. Una volta annessi ci troveremo a protestare come un qualsiasi comune pugliese di confine, perché dimenticati dal resto della regione.

Noi ultimi arrivati, lontani da L’Aquila, da Bari, da Caserta, da Perugia, noi chi?! Ma un  aspetto mi appare poco chiaro, non capisco perché alcuni rappresentanti politici, anche importanti, continuano a chiedere a voce alta l’unificazione della nostra regione con quella di altri, piuttosto che andarsene direttamente loro, se, così come vanno cianciando, dicono che qui non ha senso restare soli? Soli rispetto a chi? Gli altri non sono soli e italiani comunque?

Ma mi chiedo anche e chiedo ai molisani che li hanno eletti: non vedete in quest’atteggiamento un tradimento al loro mandato? Se pensavano alle maxiregioni, perché chiedere la loro fiducia ai molisani ingannandoli? Finché siete rappresentanti eletti in Molise, ficcatevelo bene in testa che in e per il Molise dovete lavorare e combattere, altrimenti rimettete il mandato e lasciate ad altri il compito di difendere questa terra e magari andatevene nelle regioni che tanto agognate!

E mentre alcuni si dilettano in “tradimento”, cattedra istituita per coronare sogni di pochismo, il ministro Patroni Griffi accelera nella sua personale lotta ai poveri a favore dei ricchi facendo il verso all’amico di merende e predecessore Brunetta, dichiarando che entro fine anno metterà mano alla prefettura, alla questura e agli stessi carabinieri al fine di facilitare l’ingresso in regione della malavita organizzata.

Dire che queste cose le vado denunciando da parecchio non servirebbe se non per ricordare ad alcuni sindaci in atteggiamento tra l’ ipocrisia e la stupidità che a perdere si è in massa e che i loro cittadini stanno per subire un grave danno proprio a causa della loro miopia allo stato avanzato. Lottare adesso e subito per conservare le conquiste e l’identità, tutti.

L’ha capito e per questo lo ringrazio, il commissario prefettizio del comune di Isernia Vardè che, spiazzando tutti, ha dichiarato la sua preoccupazione concretizzandola con una delibera ad hoc già inviata con una nota  ufficiale al presidente Napolitano, al fine di sollecitare un suo intervento sulla spinosa e preoccupante questione. Personalmente continuo a non stare al gioco al massacro di questo governo e dei partiti che lo sorreggono e lunedì 6 agosto, alle 10.30 terrò una conferenza stampa-sit in di protesta davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri di Isernia in località Ponte San Leonardo (e in date successive davanti alla questura e alla prefettura) per informare l’opinione pubblica sullo stato dell’arte e sulle nuove iniziative da porre in essere e per ricordare al senato e alla camera che noi rivendichiamo la costituzione e che, pur essendo provinciali, non intendiamo morire di provincialismo.

Per parlare al plurale bisogna essere plurali ed allora, così come per questi giorni passati, ancora insieme, davanti alla caserma dei carabinieri a difenderla affinché essa possa continuare a difenderci, indignati ma non arresi a protezione dei padri costituenti. E l’occasione mi sembra giusta per invitare tutti i rappresentanti delle istituzioni quali Prefetto, Questore, Comandante Provinciale dei Carabinieri, della Finanza, del Corpo Forestale, della Polizia Municipale, presidenti di regione, province, sindaci, di Camere di Commercio, S.E. il vescovo. MA, IN MODO PARTICOLARE E SPECIFICO, L’INVITO LO RIVOLGO A TUTTI I SEGRETARI DI PARTITO AL FINE DI CAPIRE SE APPARTENGONO AL PARTITO DELLE ISTITUZIONI E DEL POPOLO O A QUELLO DEGLI INTERESSI DI BOTTEGA!

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