giovedì 5 luglio 2012

Tar Molise: Libertà incondizionata di scelta dell'insegnamento della religione cattolica

Riceviamo e pubblichiamo articolo dell' avvocato Michele Coromano, relativo ad importante pronuncia Tar Molise su libertà di religione.








Con una recente pronuncia, il Tar Molise ha ribadito l'assolutezza e l'indisponibilità dei diritti di libertà religiosa e di pensiero.

Questo il caso: il genitore di due alunni, frequentanti il Liceo classico di Larino (Cb), ha adito i giudici amministrativi per impugnare l'atto con cui il Dirigente scolastico  ha disposto l'annullamento di un proprio precedente provvedimento - con il quale aveva esonerato, su richiesta dei genitori, gli studenti dall'insegnamento della religione cattolica - e ha riammesso, conseguentemente, gli stessi alunni a tale insegnamento, ledendo il loro diritto di scelta.

L'annullamento dell'esonero era stato motivato sul presupposto che l’insegnamento di religione, attenendo alla sfera culturale, non sarebbe una catechesi ma un insegnamento scolastico e che la richiesta di esonero era stata presentata in ritardo rispetto ai tempi previsti per legge.

Nel ricorso, gli avvocati Michele Franchella, Michele Coromano e Marcella Ceniccola hanno sostenuto l'illegittimità del provvedimento, per violazione di fondamentali principi costituzionali, nonché per violazione della normativa in materia.

Il tribunale amministrativo ha riconosciuto siffatta illegittimità, ribadendo che la frequenza dell’ora di religione ha carattere facoltativo per gli studenti, coinvolgendo diritti assoluti di libertà costituzionalmente tutelati.

Ha sottolineato che la libertà religiosa e quella di pensiero attengono ad un diritto assoluto ed indisponibile della persona, con la conseguenza che il consenso con il quale esse vengono esercitate non ha carattere obbligatorio e vincolante.

In definitiva, i giudici amministrativi hanno sancito che la scelta se avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica può essere effettuata e modificata in qualsiasi momento dell'anno scolastico, stante la necessità di tutelare fondamentali diritti costituzionali.

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