Modalità di sostegno economico per i ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali molisane, la Regione ha rivisto le norme. Monaco: “Una rideterminazione che solleva i Comuni da una pesante incombenza finanziaria che difficilmente potevano sostenere”.
Possono tirare un sospiro di sollievo le amministrazioni locali molisane, che di colpo si erano trovate a doversi fare carico delle spese per l’assistenza giornaliera dei propri concittadini ospiti delle Residenze Sanitarie Assistenziali della regione. A seguito della revoca dei decreti del commissario ad acta n. 11 e 86 del 2011 che, oltre a determinare le tariffe per fascia di assistenza, dettavano le linee guida ed il regolamento per l’ammissione degli assistiti nelle RSA molisane, i Comuni molisani non saranno più costretti ad intervenire economicamente per concorrere alla copertura della retta giornaliera riguardante le spese di natura alberghiera dei loro concittadini degenti nelle RSA.
Questo perché la Regione, ha accolto anche i suggerimenti provenienti da alcune amministrazioni locali, tra cui quella di Capracotta che in apposito ordine del giorno aveva sollevato un serie di problematiche tra cui quella delle soglie ISEE che apparivano talmente elevate rispetto agli indicatori della situazione reddituale media della popolazione molisana. Le precedenti disposizioni consentivano alla maggioranza della potenziale utenza di essere esonerata dal pagamento della quota alberghiera delle RSA, ponendola così a carico del Comune di residenza.
Questo perché la Regione, ha accolto anche i suggerimenti provenienti da alcune amministrazioni locali, tra cui quella di Capracotta che in apposito ordine del giorno aveva sollevato un serie di problematiche tra cui quella delle soglie ISEE che apparivano talmente elevate rispetto agli indicatori della situazione reddituale media della popolazione molisana. Le precedenti disposizioni consentivano alla maggioranza della potenziale utenza di essere esonerata dal pagamento della quota alberghiera delle RSA, ponendola così a carico del Comune di residenza.
La Regione Molise ha provveduto ad emanare un nuovo decreto, il n. 26 del 31 maggio 2012, che mantiene le due fasce di assistenza, con relativi costi giornalieri di degenza, ma che ridetermina la modalità di compartecipazione alle spese di natura alberghiera. “Avevamo sollevato la problematica concernente gli indicatori ISEE – dice il sindaco di Capracotta Antonio Monaco – perché così come era stata disciplinata spostava quasi sempre sui Comuni l’onere finanziario per la degenza alberghiera degli ospiti nelle RSA.
Invece era giusto e logico che prima dei Comuni fossero le famiglie a farsi carico delle spese per la retta giornaliera nelle RSA dei propri cari, prevedendo altresì che l’eventuale assegno di accompagnamento percepito dal degente contribuisse a coprire almeno una parte la retta. La nuova disposizione prevede che nel caso in cui l’ospite non sia in grado di far fronte, in tutto o in parte, alla quota della retta giornaliera a suo carico – prosegue il sindaco – dovranno intervenire i familiari, in base alle proprie capacità economiche accertate dal Comune di residenza dell’assistito. Solo nel caso in cui la quota alberghiera non può essere coperta nè dall’ospite nè dai familiari, il Comune di residenza dove corrispondere un contributo integrativo fino alla copertura della quota stabilita.
Si alleggerisce così la posizione dei Comuni, che si erano ritrovati in una situazione difficilmente sostenibile che ne avrebbe ulteriormente compromesso la tenuta economica. Prendiamo quindi atto dell’intervento della Regione – termina Monaco – che ha condiviso e fatto proprie le perplessità evidenziate da alcune amministrazioni locali le quali si sono subito mosse per far risaltare che quella problematica avrebbe pesato non poco si bilanci comunali”.
Si alleggerisce così la posizione dei Comuni, che si erano ritrovati in una situazione difficilmente sostenibile che ne avrebbe ulteriormente compromesso la tenuta economica. Prendiamo quindi atto dell’intervento della Regione – termina Monaco – che ha condiviso e fatto proprie le perplessità evidenziate da alcune amministrazioni locali le quali si sono subito mosse per far risaltare che quella problematica avrebbe pesato non poco si bilanci comunali”.

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