martedì 3 luglio 2012

Il Molise investa sulle proprie comunità all'estero

Il “Grande Molise” con un milione di oriundi è nel Mondo e aspetta un nostro cenno per riprendere un contatto, riavviare un dialogo e ricucire quel legame identitario che né il tempo e né le distanze potranno mai annullare.






Pur apprezzando una maggiore consapevolezza della classe dirigente regionale che negli ultimi anni si è mostrata più attenta alle potenzialità economiche, sociali, turistiche e culturali, connesse con le nostre comunità all’estero, c’è ancora tanta strada da fare per assumere a priorità strategica, per un territorio di 320 mila abitanti, in un Villaggio Globale, i rapporti con il “GRANDE MOLISE” che è dislocato nelle principali capitali dei cinque continenti.

L’esempio degli Stati Uniti è emblematico. È bastata una modesta delegazione del Comune di Cercemaggiore nel 2008 per riannodare i fili con l’area di Waterbury (Connecticut) dove sono presenti 20 mila molisani. È stato sufficiente muoversi per essere ricevuti dal Vice-Governatore dello Stato ad Hartford, sfilare insieme a loro al Memorial Day, tenere eventi con le principali autorità locali interloquendo con gli organi di stampa, le istituzioni e Yale University.

Da quello scambio è maturata la presenza di autorità americane alle celebrazioni del 600° anniversario della Madonna della Libera a Cercemaggiore e solo dall’area di Waterbury sono arrivati in Molise oltre 100 emigranti, alcuni dei quali nati negli Stati Uniti e mai venuti in Italia.

Si fermeranno con noi alcune settimane e ci aiuteranno ad ampliare i nostri orizzonti, a farci capire che il Mondo è più grande delle nostre contrade.

La loro presenza assume anche un valore economico per ristoranti, alberghi e operatori turistici, è uno stimolo per elevare le nostre capacità di accoglienza e ci spinge a investire di più sugli scambi interculturali.

Per questo ritengo doverosa e saggia la decisione della Presidenza del Consiglio Regionale di salutare le autorità americane e una delegazione di emigranti giunti a Cercemaggiore nel pomeriggio di oggi alle 16.30, perché nella società delle comunicazioni anche gli atti simbolici assumono rilievo e sono più importanti di tante analisi sofisticate, ma aride.

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