Quasi 80 mila imprese che danno lavoro a 1 milione 382 mila persone: la cooperazione rappresenta una dimensione sempre più rilevante nel nostro Paese con una presenza "chiave" nei settori centrali della nostra economia.
L'Alleanza delle Cooperative Italiane rappresenta il 90% della cooperazione.
E' la fotografia scattata dal Primo rapporto sulla cooperazione in Italia realizzato dal Censis per l'Alleanza delle Cooperative Italiane. Con piu' di 12 milioni di soci, 1 milione e 300 mila addetti, il mondo delle imprese aderenti all'Alleanza produce un fatturato globale di circa 140 miliardi di euro. La cooperazione ha conosciuto un lento ma graduale sviluppo nel corso degli ultimi 40 anni, proseguito anche nell'ultimo decennio.
Tra il 2001 e 2011 il numero delle cooperative è passato da 70.029 a 79.949, registrando un incremento di quasi dieci mila unità. Le imprese cooperative hanno mostrato una vitalità molto piu' accentuata rispetto al sistema delle imprese nel suo complesso, che pure non ha mancato di registrare, lungo tutto il decennio, positivi risultati: a fronte infatti di un incremento complessivo del numero delle imprese italiane del 7,7% le cooperative hanno segnato un balzo in avanti del 14,2% facendo crescere il ruolo che tale segmento riveste nello sviluppo economico e produttivo del Paese: se nel 2001 su 1000 imprese attive si contavano 14,2 cooperative nel 2011 il valore è salito a 15,2, accreditando la cooperazione come un segmento estremamente dinamico e vitale del ricco panorama imprenditoriale italiano.
Le cooperative contribuiscono al 7,4% dell'occupazione creata dal sistema delle imprese in Italia. I settori in cui la cooperazione fornisce il suo apporto più rilevante sono il terziario sociale (dove il 23,7% dei lavoratori è occupato in cooperative) e in particolare il settore sanità e assistenza sociale (49,7%), il settore dei trasporti e della logistica (24% di occupati) e i servizi di supporto alle imprese (19,3%).Le cooperative presentano dimensioni molto piu' consolidate delle imprese tradizionali, considerato che nel 2011, a fronte di una media di 3,5 addetti per impresa, le cooperative ne contavano 17,3.
La cooperazione, si legge nel rapporto Censis, risulta diffusa in tutto il Paese, con una presenza molto più capillare al Sud rispetto al Centro Nord, grazie al rilevante ruolo che questa svolge in ambito agricolo e, in parte, edile: a fronte di una media Italia di 12,3 cooperative ogni 10 mila abitanti, al Sud il dato sale al 16,3, contro il 10,5 del Nord Ovest, il 9,9 del Nord Est e il 9,6 del Centro. Tuttavia guardando all'impatto occupazionale che la cooperazione ha sul territorio, la situazione appare ribaltata con un ruolo piu' rilevante del Nord Est, dove contribuisce per il 9,4% all'occupazione generata dal sistema imprese (al sud la percentuale pe' del 7,6%, al Centro del 6,8% e al Nord Ovest del 6,2%).
In Emilia Romagna il valore raggiunge la soglia del 13,4%. Nella difficile congiuntura il mondo della cooperazione è stato capace di reagire positivamente, difendendo l'occupazione e cercando, dove possibile, nuovi spazi di mercato. Alla richiesta di definire la fase attualmente attraversata dall'azienda il 40,2% delle cooperative risponde di vivere un momento di stazionarietà; il 24,6% vive invece una fase di consolidamento dei risultati raggiunti. Il 17,4% dichiara di essere in crescita mentre all'opposto vi è 17,7% che si trova a vivere grosse difficoltà. La crisi ha impattato in maniera molto disomogenea tra i vari comparti di attivita', con settori anti-ciclici il cui mercato non smette di crescere - è il caso del sociale - e altri, come il manifatturiero, che invece, hanno subito pesanti battute d'arresto.
Per il 2012 le prospettive per le cooperative non sembrano destinate a migliorare più di tanto: la maggioranza (il 51,2%) si aspetta una situazione di ristagno mentre il 4% prevede addirittura la crisi per la propria cooperativa. La cooperazione ha mostrato negli anni della crisi una straordinaria capacità di tenuta, continuando a costituire un bacino prezioso e per certi versi unico di nuove opportunita' di lavoro. Dal 2007 al 2011 l'occupazione creata dalle cooperative italiane e' aumentata dell'8% facendo lievitare il numero degli occupati tra soci e non soci da 1 milione 279 mila agli attuali 1 milione 382 mila. Si tratta di un dato in totale controtendenza con quello che è il ben noto quadro di sistema, considerato che nello stesso arco di tempo l'occupazione in forza presso le imprese è diminuita del 2,3% mentre il mercato del lavoro ha subito una perdita di posti di lavoro pari all'1,2%.
A trainare l'aumento dell'occupazione nel periodo considerato è stato il settore della cooperazione sociale, che ha registrato tra 2007 e 2011 un vero e proprio boom, con una crescita del numero dei lavoratori del 17,3%.
Agi.it
E' la fotografia scattata dal Primo rapporto sulla cooperazione in Italia realizzato dal Censis per l'Alleanza delle Cooperative Italiane. Con piu' di 12 milioni di soci, 1 milione e 300 mila addetti, il mondo delle imprese aderenti all'Alleanza produce un fatturato globale di circa 140 miliardi di euro. La cooperazione ha conosciuto un lento ma graduale sviluppo nel corso degli ultimi 40 anni, proseguito anche nell'ultimo decennio.
Tra il 2001 e 2011 il numero delle cooperative è passato da 70.029 a 79.949, registrando un incremento di quasi dieci mila unità. Le imprese cooperative hanno mostrato una vitalità molto piu' accentuata rispetto al sistema delle imprese nel suo complesso, che pure non ha mancato di registrare, lungo tutto il decennio, positivi risultati: a fronte infatti di un incremento complessivo del numero delle imprese italiane del 7,7% le cooperative hanno segnato un balzo in avanti del 14,2% facendo crescere il ruolo che tale segmento riveste nello sviluppo economico e produttivo del Paese: se nel 2001 su 1000 imprese attive si contavano 14,2 cooperative nel 2011 il valore è salito a 15,2, accreditando la cooperazione come un segmento estremamente dinamico e vitale del ricco panorama imprenditoriale italiano.
Le cooperative contribuiscono al 7,4% dell'occupazione creata dal sistema delle imprese in Italia. I settori in cui la cooperazione fornisce il suo apporto più rilevante sono il terziario sociale (dove il 23,7% dei lavoratori è occupato in cooperative) e in particolare il settore sanità e assistenza sociale (49,7%), il settore dei trasporti e della logistica (24% di occupati) e i servizi di supporto alle imprese (19,3%).Le cooperative presentano dimensioni molto piu' consolidate delle imprese tradizionali, considerato che nel 2011, a fronte di una media di 3,5 addetti per impresa, le cooperative ne contavano 17,3.
La cooperazione, si legge nel rapporto Censis, risulta diffusa in tutto il Paese, con una presenza molto più capillare al Sud rispetto al Centro Nord, grazie al rilevante ruolo che questa svolge in ambito agricolo e, in parte, edile: a fronte di una media Italia di 12,3 cooperative ogni 10 mila abitanti, al Sud il dato sale al 16,3, contro il 10,5 del Nord Ovest, il 9,9 del Nord Est e il 9,6 del Centro. Tuttavia guardando all'impatto occupazionale che la cooperazione ha sul territorio, la situazione appare ribaltata con un ruolo piu' rilevante del Nord Est, dove contribuisce per il 9,4% all'occupazione generata dal sistema imprese (al sud la percentuale pe' del 7,6%, al Centro del 6,8% e al Nord Ovest del 6,2%).
In Emilia Romagna il valore raggiunge la soglia del 13,4%. Nella difficile congiuntura il mondo della cooperazione è stato capace di reagire positivamente, difendendo l'occupazione e cercando, dove possibile, nuovi spazi di mercato. Alla richiesta di definire la fase attualmente attraversata dall'azienda il 40,2% delle cooperative risponde di vivere un momento di stazionarietà; il 24,6% vive invece una fase di consolidamento dei risultati raggiunti. Il 17,4% dichiara di essere in crescita mentre all'opposto vi è 17,7% che si trova a vivere grosse difficoltà. La crisi ha impattato in maniera molto disomogenea tra i vari comparti di attivita', con settori anti-ciclici il cui mercato non smette di crescere - è il caso del sociale - e altri, come il manifatturiero, che invece, hanno subito pesanti battute d'arresto.
Per il 2012 le prospettive per le cooperative non sembrano destinate a migliorare più di tanto: la maggioranza (il 51,2%) si aspetta una situazione di ristagno mentre il 4% prevede addirittura la crisi per la propria cooperativa. La cooperazione ha mostrato negli anni della crisi una straordinaria capacità di tenuta, continuando a costituire un bacino prezioso e per certi versi unico di nuove opportunita' di lavoro. Dal 2007 al 2011 l'occupazione creata dalle cooperative italiane e' aumentata dell'8% facendo lievitare il numero degli occupati tra soci e non soci da 1 milione 279 mila agli attuali 1 milione 382 mila. Si tratta di un dato in totale controtendenza con quello che è il ben noto quadro di sistema, considerato che nello stesso arco di tempo l'occupazione in forza presso le imprese è diminuita del 2,3% mentre il mercato del lavoro ha subito una perdita di posti di lavoro pari all'1,2%.
A trainare l'aumento dell'occupazione nel periodo considerato è stato il settore della cooperazione sociale, che ha registrato tra 2007 e 2011 un vero e proprio boom, con una crescita del numero dei lavoratori del 17,3%.
Agi.it

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