martedì 26 giugno 2012

Tutela delle categorie protette. La Regione Molise assuma dalle liste del collocamento obbigatorio

Tutela delle categorie protette. La Regione Molise assuma dalle liste del collocamento obbligatorio come prescrive la legge, e revochi il bando per le procedure concorsuali per n. 19 posti di lavoro della Protezione Civile.





Il 25 giugno scorso a Palazzo Giustiniani a Roma, in occasione della “Giornata Nazionale di studio sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro” nel suo intervento fatto a nome della Conferenza delle Regioni alla presenza del Capo dello Stato e delle massime autorità nazionali, ha giustamente sollecitato il rispetto delle leggi in vigore per garantire la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro.

Ogni anno centinaia di migliaia di persone si infortunano e per tanti residuano invalidità permanenti che stravolgono le vite di quei lavoratori e delle loro famiglie.

Per chi supera la soglia del 33% di danno c’è l’iscrizione automatica nelle liste del collocamento obbligatorio presso i Centri per l’Impiego, dove vengono fatte delle graduatorie prendendo a riferimento criteri fissati da normative comunitarie e da leggi dello Stato.

Questi lavoratori già in difficoltà per il proprio infortunio e per comprensibili ragioni economiche, attendono anni prima che si presenti qualche opportunità di lavoro anche a tempo determinato e parziale.

Ciò che non si aspettano è che la Regione Molise non rispetti le leggi dello Stato e bandisca una procedura concorsuale illegittima per n. 19 posti a tempo determinato presso l’Agenzia Regionale della Protezione Civile, in spregio al Decreto Legislativo n. 165/2001 e al buonsenso.

Per le categorie protette bisogna solo trasmettere la richiesta alle Province e sarà compito dei Centri per l’Impiego avviare al lavoro i primi in graduatoria, senza condizionamenti di alcun genere ma semplicemente come diritto soggettivo di cittadinanza.

 Ebbene Presidente sia coerente tra ciò che afferma nelle sue uscite pubbliche romane e ciò che la Regione Molise mette in pratica, revochi il bando che è uno schiaffo a tanti invalidi e ripristini la legalità all’interno delle strutture regionali.

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