Tutela delle categorie protette. La Regione Molise assuma dalle liste del collocamento obbligatorio come prescrive la legge, e revochi il bando per le procedure concorsuali per n. 19 posti di lavoro della Protezione Civile.
Il 25 giugno scorso a Palazzo Giustiniani a Roma, in occasione della “Giornata Nazionale di studio sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro” nel suo intervento fatto a nome della Conferenza delle Regioni alla presenza del Capo dello Stato e delle massime autorità nazionali, ha giustamente sollecitato il rispetto delle leggi in vigore per garantire la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro.
Ogni anno centinaia di migliaia di persone si infortunano e per tanti residuano invalidità permanenti che stravolgono le vite di quei lavoratori e delle loro famiglie.
Per chi supera la soglia del 33% di danno c’è l’iscrizione automatica nelle liste del collocamento obbligatorio presso i Centri per l’Impiego, dove vengono fatte delle graduatorie prendendo a riferimento criteri fissati da normative comunitarie e da leggi dello Stato.
Questi lavoratori già in difficoltà per il proprio infortunio e per comprensibili ragioni economiche, attendono anni prima che si presenti qualche opportunità di lavoro anche a tempo determinato e parziale.
Ciò che non si aspettano è che la Regione Molise non rispetti le leggi dello Stato e bandisca una procedura concorsuale illegittima per n. 19 posti a tempo determinato presso l’Agenzia Regionale della Protezione Civile, in spregio al Decreto Legislativo n. 165/2001 e al buonsenso.
Per le categorie protette bisogna solo trasmettere la richiesta alle Province e sarà compito dei Centri per l’Impiego avviare al lavoro i primi in graduatoria, senza condizionamenti di alcun genere ma semplicemente come diritto soggettivo di cittadinanza.
Ebbene Presidente sia coerente tra ciò che afferma nelle sue uscite pubbliche romane e ciò che la Regione Molise mette in pratica, revochi il bando che è uno schiaffo a tanti invalidi e ripristini la legalità all’interno delle strutture regionali.
Ogni anno centinaia di migliaia di persone si infortunano e per tanti residuano invalidità permanenti che stravolgono le vite di quei lavoratori e delle loro famiglie.
Per chi supera la soglia del 33% di danno c’è l’iscrizione automatica nelle liste del collocamento obbligatorio presso i Centri per l’Impiego, dove vengono fatte delle graduatorie prendendo a riferimento criteri fissati da normative comunitarie e da leggi dello Stato.
Questi lavoratori già in difficoltà per il proprio infortunio e per comprensibili ragioni economiche, attendono anni prima che si presenti qualche opportunità di lavoro anche a tempo determinato e parziale.
Ciò che non si aspettano è che la Regione Molise non rispetti le leggi dello Stato e bandisca una procedura concorsuale illegittima per n. 19 posti a tempo determinato presso l’Agenzia Regionale della Protezione Civile, in spregio al Decreto Legislativo n. 165/2001 e al buonsenso.
Per le categorie protette bisogna solo trasmettere la richiesta alle Province e sarà compito dei Centri per l’Impiego avviare al lavoro i primi in graduatoria, senza condizionamenti di alcun genere ma semplicemente come diritto soggettivo di cittadinanza.
Ebbene Presidente sia coerente tra ciò che afferma nelle sue uscite pubbliche romane e ciò che la Regione Molise mette in pratica, revochi il bando che è uno schiaffo a tanti invalidi e ripristini la legalità all’interno delle strutture regionali.

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