Presidente Santoro: "E' immorale illudere imprese e lavoratori".
In merito alla lettera aperta inoltrata dalle imprese appaltatrici creditrici della Provincia di Campobasso, con la quale annunciano l’interruzione dei lavori a causa del mancato pagamento delle spettanze maturate, il Presidente dell’ACEM Angelo Santoro esprime piena solidarietà e profonda preoccupazione, constatando con amarezza l’esito infruttuoso delle tante azioni intraprese da quasi un anno sul grave problema e che a nulla sono valse, al punto da indurre oggi gli associati ad agire per proprio conto e ad esporsi in prima persona.
Di fronte ad una situazione del genere, purtroppo comune anche ad altri appalti e ad altre stazioni appaltanti, l’ACEM giudica immorale continuare ad ostentare milioni e milioni di euro esistenti solo sulla carta, come i fatti hanno dimostrato, illudendo in tal modo il sistema economico e sociale.
Pertanto, l’ACEM rivolge un accorato appello alla politica a smetterla di fare proclami e ad avere il coraggio di dire la verità, affinché ognuno possa regolarsi di conseguenza, in quanto con i proclami – che lo si ripete per la quasi totalità restano tali – si scherza sulla pelle non solo degli imprenditori, ma anche di tanti lavoratori e collaboratori rimasti senza lavoro.
Tutto ciò oggi non può essere più accettato.
Di fronte ad una situazione del genere, purtroppo comune anche ad altri appalti e ad altre stazioni appaltanti, l’ACEM giudica immorale continuare ad ostentare milioni e milioni di euro esistenti solo sulla carta, come i fatti hanno dimostrato, illudendo in tal modo il sistema economico e sociale.
Pertanto, l’ACEM rivolge un accorato appello alla politica a smetterla di fare proclami e ad avere il coraggio di dire la verità, affinché ognuno possa regolarsi di conseguenza, in quanto con i proclami – che lo si ripete per la quasi totalità restano tali – si scherza sulla pelle non solo degli imprenditori, ma anche di tanti lavoratori e collaboratori rimasti senza lavoro.
Tutto ciò oggi non può essere più accettato.

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