lunedì 23 aprile 2012

Iorio spettatore, Di Giacomo cambia su Patriciello e il governo punta sulla Cattolica:la sanità diventa cosa privata

La sanità molisana sta per diventare una questione "privata". Se si esclude il San Timoteo di Termoli ciò che sta per avvenire al Cardarelli di Campobasso, al Veneziale di Isernia e al Ss. Rosario di Venafro punta in un'unica direzione: privatizzare, privatizzare, privatizzare.






Un po' come per la vicenda Alitalia, la sanità molisana si trova ad avere anch'essa le sue good & bad companies. Le good companies sono, senza dubbio, il reparto di ortopedia e traumatologia di Venafro (indotto stimato 4,7 mln €) e l'oncologia del Cardarelli di Campobasso. Se per Venafro è l'Istituto Neuromed a volersi accaparrare l'eccellenza del Ss. Rosario, per il Cardarelli è ovviamente la Cattolica a premere per portare nel suo grembo tutto ciò che di appetibile c'è nel settore pubblico campobassano.

Così mentre i privati si prendono l'eccellenza, alla sanità pubblica resteranno i debiti e i resti del povero piatto sanitario.

Roma, nella figura del governo Monti, preme verso una fusione tra Cardarelli e Cattolica mentre sul versante della provincia di Isernia è il Neuromed di Patriciello a voler fortemente i reparti del Ss. Rosario.

E nel frattempo Michele Iorio, un tempo padrone della sanità molisana, non può che rimanere alla porta e guardare dal di fuori questa fase di privatizzazione. Di Giacomo e Iorio sanno bene che senza i voti determinanti dei fedelissimi di Patriciello non è più così facile vincere contro il rinnovato centrosinistra. Anche se non di buon grado bisogna lasciarsi andare a qualche concessione.

Quindi ci si avvia verso un futuro che vedrà due grossi poli privati al centro della sanità regionale. E mentre il pubblico appianerà i debiti i privati, come di consueto, faranno la scarpetta nel piatto.

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