
Insieme ai colleghi presidenti delle Province ed in perfetta sintonia con l’Upi, Rosario De Matteis ritiene che i tagli cui sono soggette le Province, stiano ledendo la capacità di agire determinando un ridimensionamento delle funzioni delegate dalle leggi. “I numeri dei tagli imposti dal governo Monti non ci consentono di gestire 1600 km di strade, le scuole superiori, tutelare l’ambiente e lavorare per la cultura, la promozione del territorio, il turismo, il lavoro, lo sport. Questo governo – continua De Matteis - non ha contezza delle reali esigenze dei territori e intende dar vita ad una riforma anticostituzionale. La chiusura dei nostri enti rappresenterebbe un errore madornale sia perché i cambiamenti della Carta costituzionale hanno bisogno di maggioranze qualificate, di maggioranze politiche e piene condivisioni dettate dagli eletti dal popolo, non da persone nominate e prive di rappresentanza. Per questo motivo mi meraviglio di come questo governo non vada nella direzione più efficace: tagliare e ridurre dove esiste realmente lo spreco, riduzione numero parlamentari, rimborsi elettorali, soldi che come dimostrano recenti fatti di cronaca arricchiscono le casse dei partiti e benefici della casta. Tutti si riempiono la bocca su questo termine: la casta, annoverando sindaci e presidenti di Province tra essi, quando bastano una ventina di parlamentare per coprire le spese di tutti gli amministratori delle Province. Tesi che abbiamo sostenuto sin dall’estate scorsa ma che non passa anche per l’atteggiamento degli stessi parlamentari a cui chiedo di mobilitarsi al fine di non impoverire ulteriormente il territorio e gli enti locali. Enti che danno risposte alla gente e non carrozzoni come questo governo e questo Parlamento più volte tentano di dipingere. Pertanto io credo che abbiamo a che fare con un governo sordo, con uno Stato dove è minata la democrazia e il rispetto di amministratori legalmente eletti. Un governo che sta entrando con violenza nei ceti più deboli, che sta minando le proprietà, i risparmi di una vita, che sta tassando i sacrifici di tanti risparmiatori, un governo che non dà sicurezza, speranze alle famiglie, ma che intende ridurre il deficit aumentando tasse, facendo crescere i prezzi dei beni di prima necessità riducendone il consumo”.
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