Sono giunti nella serata di venerdì scorso altri 15 profughi
provenienti dal Mali e sistemati nel B&B di Roccaravindola alta, nel comune
di Montaquila, (IS) dove già da due mesi alloggiano numerosi migranti
provenienti dall’Africa del nord. Nel Molise sono quasi 600 gli immigrati
giunti negli ultimi mesi. Fino ad oggi si è accettato tutto dallo Stato italiano e per
gli affari legati alla loro permanenza sul nostro territorio, finalizzati agli
introiti per le strutture ospitanti che lucrano sulla diaria giornaliera
prevista per ogni profugo di circa 32 euro al giorno. Sembrerebbe, che nonostante l’allarme internazionale, il
governo italiano stia trascurando il rischio epidemia di Ebola che è oramai
fuori controllo e investe numerosi stati dell’Africa centrale, mentre l’operazione
“Mare Nostrum” continua imperterrita a far confluire sulle nostre isole
meridionali e nelle nostre regioni, senza controlli sanitari adeguati e senza
identificazione che possano accertare la provenienza delle centinaia di migliaia di
persone dagli stati a rischio o con l’epidemia in incubazione.
Dal giornale.it del 1 agosto:
<< “la
situazione appare del tutto fuori controllo”- assicura dal suo blog il medico
infettivologo Francesco Spinazzola reclutato da Il Fatto Quotidiano per dar
fiato alla litania buonista. Peccato che ai primi di questo mese sia deceduto
in un ospedale nigeriano, dov'era arrivato già ammalato, il cittadino americano
Patrick Sawyer. Peccato che il ricovero di tre volontari statunitensi infettati
mentre prestavano soccorso nelle zone del contagio abbiano spinto gli aeroporti
ad intensificare i controlli. E peccato soprattutto che i confini tra Libia,
Sudan, Algeria, Niger e Ciad da cui transitano i disgraziati alla ricerca di un
passaggio per il Belpaese siano frontiere prive di controlli.
La smentita più
vigorosa alle tesi di chi nega il rischio Ebola pur di difendere il libero
approdo sulle nostre coste è contenuto nella nota diffusa il 4 aprile scorso
del Dipartimento Generale per la Prevenzione del Ministero della Sanità. Oltre
a comunicare l'attivazione di misure di vigilanza e sorveglianza nei punti
d'ingresso internazionali la nota invita a controllare gli arrivi «diretti e
indiretti». Un'implicita ammissione di come il rischio Ebola non riguardi solo
gli aeroporti, ma anche, e soprattutto, le navi dell'operazione Mare Nostrum e
i centri di raccolta dove vengono soccorsi decine di migliaia d'immigranti
provenienti da aree ad alto rischio. E ad ulteriore conferma di come i nostri
marinai siano fra i più esposti al rischio contagio c'è un'insolita
particolarità. La nota per la prima volta dal 1970 è stata trasmessa anche al
Ministero della Difesa.>>
La questione desta gravi preoccupazioni in quanto i
profughi, al loro arrivo a Lampedusa, non usufruiscono di controlli sanitari.
Sono trasferiti direttamente nelle strutture ospitanti nelle
regioni come la nostra e solo allora, anche non disponendo di adeguati servizi
medici, vengono sottoposti a visite di routine per accertare le malattie
consuete per i loro paesi di origine: Tifo, TBC etc. Solo allora, si tenta di
stabilire la loro identità, se non si bruciano i polpastrelli per evitare di
essere identificati e di fuggire liberamente e senza controlli dagli alberghi.
Se si stimola una riflessione profonda sull’argomento, ci
rendiamo conto che i mezzi a disposizione dei sanitari per identificare un
virus come ebola, che ha un tasso di mortalità del 90% , sono molto scarsi. L’incubazione
di tale distruttivo virus è di 21 giorni, un lasso di tempo notevole che necessiterebbe di un cordone sanitario e di una quarantena agli sbarchi, per scongiurare ogni
eventuale rischio, ma nessuno prende provvedimenti.
La questione si sta trattando con la solita leggerezza
italiana. Potremmo avere nei prossimi mesi la più sconvolgente epidemia di tutti
i tempi, se non si interviene adeguatamente. Il governo britannico ha chiesto
al comitato delle emergenze nazionali (Cobra) di studiare le contromisure per affrontare una
diffusione del contagio sul territorio inglese (e loro non hanno sbarchi di
profughi). Il 16 luglio l'Organizzazione
Mondiale della Sanità, ha definito l’epidemia fuori controllo. Per quale motivo
lo Stato italiano non preserva la salute dei suoi cittadini continuando a
preservare solo gli sbarchi sul nostro territorio di migranti? Quali sono gli interessi dello Stato su “Mare
Nostrum” che svende anche la pelle degli italiani con questo rischio epidemico,
pur di non chiudere l’operazione, nonostante gli altri stati europei se ne
infischiano di darci una mano e ospitare profughi nei loro paesi?
P.T.

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