venerdì 8 agosto 2014

Regione Molise. Tagli agli stipendi dei consiglieri regionali. Con l'approvazione dell'Art. 34 ieri in Senato, i consiglieri percepiranno 1.266 euro in meno di stipendio mensile



Il Senato ha approvato ieri l'articolo 34 della riforma costituzionale che introduce un limite agli stipendi degli amministratori regionali, (giunta, presidente e consiglieri) legandoli a quelli dei sindaci dei comuni capoluogo di regione.Due gli effetti pratici. Uno nazionale: cioè i consiglieri regionali italiani non guadagneranno tutti la stessa cifra. Ma dipende, appunto, dall’indennità che percepisce il sindaco del capoluogo (Roma, Milano, Napoli e così via). Cifra che non è per tutti i primi cittadini uguale, ma fissata da decreto ministeriale per fasce di popolazione. 




Nel Molise il riferimento è Lo stipendio del sindaco del capoluogo di regione Antonio Battista che percepisce 4.734 euro al mese. I consiglieri regionali attuali percepiscono 6.000 euro lordi di indennità; 4.500 euro netti di rimborso; 860 euro netti di benzina. Totale: 11.360 euro (meno le tasse su 6.000 euro, poco più di 2 mila euro). Netto 9.360 euro.

Adeguando lo stipendio sull’indennità di carica rispetto allo stipendio del sindaco del capoluogo di regione come previsto dall’Art. 34 la riduzione dello stipendio ai consiglieri molisani sarà di circa 1.266 euro.

In sintesi i consiglieri percepiranno d’ora in poi, compreso rimborsi circa 8.000 euro netti.

Una bella differenza rispetto ai quasi 15.000 euro che percepivano fino a due anni fa.

Un’altra rivoluzione è stabilita nella riforma costituzionale approvata ieri, inerente i fondi destinati ai gruppi regionali per le sue spese personali, il Senato abolisce, ogni rimborso o altro trasferimento monetario a carico della finanza pubblica destinato ai gruppi politici regionali. Il Governo non permetterà quindi per legge, casi “Batman” quali quello del consigliere regionale del Lazio Franco Fiorito che utilizzò i fondi destinati ai gruppi regionali per le sue spese personali.

Nell'articolo 39 del ddl Boschi c'è un comma che fa parte delle disposizioni finali e che dunque non entra nel testo della Costituzione, ma ha però una forza di rango costituzionale, e dunque più forte delle leggi regionali, che, di fatto abolisce, i finanziamenti ai gruppi consiliari. "Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica, si legge nel testo approvato ieri,  in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali".



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