mercoledì 20 agosto 2014

Mazzuto, la Padania e il ricorso storico del sud svenduto ai nordisti

E' tempo di rimettersi in cammino, dopo la pausa ristoratrice di ferragosto. Si lavora alle proposte, si contattano gli amici, in attesa di Matteo Salvini e Raffaele Volpi nel Molise che, come letto in altra pagina, ed a conferma del progetto della Lega Nord Padania per il sud, e quindi per il Paese Italia, il Salento è il prossimo obiettivo. Sicilia, Molise, Puglia, Lazio, mi pare che il mosaico si và completando. Guardiamo avanti fiduciosi e convinti che un futuro ancora c'è per noi e per i nostri giovani. Animo e più coraggio oggi, per maggiori certezze domani! Queste le affermazioni di Luigi Mazzuto, il pro temporaneo presidente della estinta provincia di Isernia che da qualche settimana, (lo si vede anche in copertina sulle pagine gialle), è diventata “territorio di Isernia”.

Le promesse di animo e coraggio, sono come quelle del condannato alla fucilazione che si bea della prossima vita eterna, così, dopo la cancellazione della provincia si spera nel paradosso nordista colonizzatore. Salvini nelle vesti di Napoleone, dalle Repubbliche Cisalpina e Cispadana, ritorna a conquistare il Regno di Napoli e delle Due Sicilie, sotto l’egida del lavoro per tutti.

La nostra vecchia e arrugginita “terra di Lavoro” nel frattempo diventata “terra di disoccupati” si svende di nuovo allo straniero, nel più becero ricorso storico che memoria d’uomo ricordi. Mazzuto, sapiente conoscitore delle esterofile propensioni molisane, non tarderà a fare proseliti per la causa del redivivo Napoleone - Salvini. I ferri sono caldi anche per l’entrata di nuovo alla ribalta del piccolo regno antico, del mitico Cavour tessitore di alleanze nordiste, traslato in Michele Iorio. Tutto secondo i piani, tutto secondo la storia che si ripete.

Una storia che lascia l’amaro in bocca e volendo entrare nell’esegesi delle affermazioni mazzutiane, troviamo la frase: “pausa ristoratrice di ferragosto”. Ristoratrice per chi? Per lui e i tanti che vivono con uno stipendio sicuro, ma per la maggioranza degli abitanti della sua ex provincia, il ferragosto è stato tutt’altro che una pausa ristoratrice, con le valige pronte per partire e fuggire da questa regione infame e senza prospettive, che ha tradito, “grazie alla politica”, il futuro di tutti: giovani e cinquantenni.

La nuova politica nordista mazzutiana, è paragonabile ad un intervento estetico di una meretrice che si fa’ ricostruire l’imene per sfoggiare una falsa verginità. Quali ideali, quali elucubrazioni europeiste, se dobbiamo accettare, spero non passivamente, che dal nord vengano a dominarci di nuovo. Siamo ancora quel popolo ignorante e troglodita che non ha speranze di rinascita e discernimento, per accettare l’espansione “padana” come naturale corso della storia?

Eppure, quanti laureati abbiamo nel Molise, in meridione che possono fare la differenza e supportare il cambiamento reale e la riscossa sociale del sud, nella rivalutazione del tricolore e in un nuovo “risorgimento italiano” che questa volta, possa partire dal sud e dettare nuove strategie di sviluppo economico per tutta la nazione. Possibile che dobbiamo di nuovo essere soggiogati dal nord, da quella Padania, dall’acqua più inquinata del Po sacro, dalle idee federaliste, da personaggi intrisi della refurtiva della Roma ladrona.

Dobbiamo subire un elettroshock e dimenticare gli scandali bossiani e anche in questo caso la nuova verginità vestita col nome Salvini o Volpi. Questo rimodulato, espansionistico recupero del potere padano in atto, non è accettabile da chi ancora crede nella propria identità territoriale del sud.

Il Direttore

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