Tre settimane fa, avevamo sollevato il caso dei quattro romeni che bivaccavano incontrastati, nel retro del capannone delle ferrovie ex scalo merci, quello esposto e occultato dall’altra struttura delle ferrovie, divenuta “officina della cultura”. In questi giorni sono giunte in redazione numerose segnalazioni, sulla presenza, di nuovo degli stessi uomini nel medesimo posto segnalato a mezzo stampa alle autorità locali.
Ci informano che continuano ad ubriacarsi e a dormire proprio
a ridosso del capannone delle ferrovie, mentre di giorno sono elemosinanti di
mestiere. Il fatto che desta ulteriore perplessità e una presa per i
fondelli diretta ai cittadini caritatevoli, dettata da uno di questi quattro
personaggi che utilizzerebbe, mimando patologie invalidanti e l’impossibilità
di deambulare, anche una sedia a rotelle, per muovere a pietà la gente e
stimolare il lascito degli spiccioli all’uscita del supermercato.
Cosa strana, sembrerebbe che questo soggetto, un giorno cammina perfettamente e l’altro è seduto sulla sedia a rotelle.
A questi quattro personaggi, si aggiunge l’insostenibilità degli elemosinati, oramai fissi davanti alle uscite dei supermercati, o i venditori abusivi di calzettini provenienti dalla Campania, che inizialmente, con fare gentile avvicinano i clienti per invitarti ad acquistare la loro mercanzia, accentrando l’attenzione sulla loro condizione di ex carcerati, in sete di redenzione e lavoro, mentre ad un diniego, diventato irascibili e aggrediscono verbalmente, seguendo il cliente fino all’uscio del negozio, per poi imperterriti continuare all’uscita dagli acquisti, arrivando talvolta a mettergli le mani addosso.

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