Non esiste una guerra che non trovi vincitori e vinti e non esiste una guerra in cui non ci siano, alla fine, macerie e vittime e non esiste una guerra in cui anche chi vince non subisce delle perdite, a volte più dure, più pesanti di quelle che subisce chi viene sconfitto, nessuna guerra trova giustificazione e nella conta dei danni tutti pagano dazio.
E proprio per questo, non è giusto che nella lotta interna ad un partito, seppur importante come quello Democratico, si possa correre il rischio di compromettere il cammino politico di una intera regione. La verità, spesso sta nel mezzo, quella che non si riesce o non si vuole vedere, perchè convinti di avere ragione, sbagliando, la verità che fa passare i limiti, perfino quelli dei rapporti tra persone perbene che, confondono la sana rivalità politica con una lotta senza quartiere, travalicando forma e sostanza. Le primarie del Molise non possono permettere che l'alto senso di democrazia che le contraddistingue, le trasformi in un'arma micidiale, dirompente, tanto da far rimpiangere quella politica combattuta e sconfitta meno di un anno fa, quella guerra che ha prodotto i risultati che abbiamo sotto i nostri occhi e continuiamo a scontare.
Va detto che il Governatore Frattura ha ragione di lamentarsi della forma di certi rapporti interpersonali, ha ragione a dire che si è oltrepassato il limite e ancora più ragione ce l'ha, quando dice che è giusto non serbare rancore a nessuno, per il bene del Molise. Le Primarie stesse, non giustificano l'astio per una disputa democratica, leale e seria.
E se le stesse Primarie hanno dimostrato che il cambiamento può esserci, basta volerlo, allo stesso tempo possono testimoniare che l'appartenenza e il confronto nel Partito, non sono armi per alimentare una guerra intestina, bensì lo stimolo per lavorare bene e guadagnarsi la fiducia che i cittadini, non solo quelli del centro-sinistra nostrano, hanno affidato alla politica tutta, per avere un Molise migliore.
Cogliere le positività di questo appuntamento è quello che ognuno si aspetta, e anche se la forma, più che la sostanza, ha creato dei problemi nei rapporti, meglio sarebbe far finta di niente, da parte di tutti, indistintamente, seppure annotando che è giusto ammettere la propria sconfitta.
Ma andare oltre, significa tradire la fiducia proprio verso quel cambiamento che le primarie hanno voluto sancire con un risultato importante, di partecipazione, soprattutto. Nessuno ha il diritto di rovinare questa festa democratica, preludio ad un cammino politico e di Governo, necessario, indispensabile per i Molise e i molisani.
La sconfitta in una sfida interna non può e non deve lasciare vittime, altrimenti meglio non farle queste Primarie che, se interpretate come una guerra vera e propria, consegna, insieme ai vincitori e ai vinti, anche tante rovine. Un inutile e perverso investimento di risorse umane, economiche e organizzative che non giustificherebbero la carneficina che potrebbe verificarsi se a prevalere non sarà il buon senso e la logica del bene comune.
Va detto che il Governatore Frattura ha ragione di lamentarsi della forma di certi rapporti interpersonali, ha ragione a dire che si è oltrepassato il limite e ancora più ragione ce l'ha, quando dice che è giusto non serbare rancore a nessuno, per il bene del Molise. Le Primarie stesse, non giustificano l'astio per una disputa democratica, leale e seria.
E se le stesse Primarie hanno dimostrato che il cambiamento può esserci, basta volerlo, allo stesso tempo possono testimoniare che l'appartenenza e il confronto nel Partito, non sono armi per alimentare una guerra intestina, bensì lo stimolo per lavorare bene e guadagnarsi la fiducia che i cittadini, non solo quelli del centro-sinistra nostrano, hanno affidato alla politica tutta, per avere un Molise migliore.
Cogliere le positività di questo appuntamento è quello che ognuno si aspetta, e anche se la forma, più che la sostanza, ha creato dei problemi nei rapporti, meglio sarebbe far finta di niente, da parte di tutti, indistintamente, seppure annotando che è giusto ammettere la propria sconfitta.
Ma andare oltre, significa tradire la fiducia proprio verso quel cambiamento che le primarie hanno voluto sancire con un risultato importante, di partecipazione, soprattutto. Nessuno ha il diritto di rovinare questa festa democratica, preludio ad un cammino politico e di Governo, necessario, indispensabile per i Molise e i molisani.
La sconfitta in una sfida interna non può e non deve lasciare vittime, altrimenti meglio non farle queste Primarie che, se interpretate come una guerra vera e propria, consegna, insieme ai vincitori e ai vinti, anche tante rovine. Un inutile e perverso investimento di risorse umane, economiche e organizzative che non giustificherebbero la carneficina che potrebbe verificarsi se a prevalere non sarà il buon senso e la logica del bene comune.

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