martedì 13 agosto 2013

Debito pubblico. Un Paese che non si sviluppa lo aggraverà sempre di più

Debito pubblico ed elevata tassazione sono palle al piede inesorabili per una economia che si vuole sviluppare,anche perché con una economia ferma ed un mercato contratto la certezza, più grave; che il rischio, sia che il debito pubblico tenderà ancora di più ad aumentare, alimentando un ciclo perverso di recessione e sottosviluppo. 





Ed allora le parole d’ordine per uscire da questa situazione devono essere investimenti per il lavoro, detassazioni per le famiglie per alimentare di nuovo il mercato e una politica seria di tagli ( non lineari ) sugli immensi sprechi e sugli insopportabili privilegi oggi ancora massicciamente presenti nel Paese.

Si pensi solo quali esemplificazioni: lavori in appalto o inutili o non mai terminati,ricche ed inutili consulenze date ad amici degli amici, auto blu, livelli istituzionali sovrabbondanti in numero e per efficienza del servizio ecc. Inoltre in una fase assai critica come l’attuale sono da auspicare politiche di redistribuzione del reddito che non permettano più divari pensionistici che oscillano da 500 a 90 mila euro mensili e stipendi da 800 euro a 7-800 mila euro mensili. - dichiarano Trefiletti e Lannutti "Federconsumatori" -

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