giovedì 25 luglio 2013

Confcommercio, Sangalli: "Bisogna evitare di cadere nella spirale perversa del solo rigore senza crescita"

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha aperto i lavori del convegno su tasse ed economia sommersa a Roma presso la sede nazionale della Confederazione. 






Nel primo semestre di quest'anno hanno chiuso i battenti più di 240mila imprese, di cui oltre la metà appartenenti ai servizi di mercato. Questo ci porta, purtroppo, a stimare per i servizi un saldo negativo a fine anno di oltre 80mila imprese, peggio dello scorso anno. Per i consumi, che sono tornati ai livelli del 2000, prevediamo per quest'anno un'ulteriore contrazione intorno al 3%; si fa ancora più profondo il divario tra Nord e Sud; si sta depauperando irreversibilmente il tessuto produttivo del nostro Paese". 

"I segnali di ripresa - ha aggiunto il presidente Sangalli - sono troppo deboli e incerti per indurre all'ottimismo. Infatti l'Italia è più povera e sempre meno fiduciosa nel futuro, un'Italia in cui imprese e famiglie sono stremate".

La pressione fiscale effettiva, il gettito cioe' osservato in percentuale di Pil emerso, in Italia si attesta quest'anno al 54%, al top fra le economie avanzate. E'la stima del rapporto sull'economia sommersa di Confcommercio. La pressione fiscale apparente, secondo calcoli prudenziali che non includono aumenti Iva, è invece al 44,6% del Pil nel 2013.

L'Italia è uno dei paesi in cui la pressione fiscale è cresciuta di piu' nel periodo 2000-2013, quindi anche durante la crisi: l'incremento è stato del 2,7% (dal 41,9% al 44,6%).

L'economia sommersa in Italia è pari al 17,4% del Pil: è la stima per il periodo 2012-2013 elaborata dall'ufficio studi di Confcommercio. Questo vuol dire che 272 miliardi è la stima dell'imponibile che ogni anno viene sottratto al fisco, "una cifra enorme".

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