venerdì 14 giugno 2013

L'assessore Di Lucente interviene sulla vicenda di Emilio Izzo

Per impegni di lavoro non ho potuto prendere parte al sit-in organizzato sabato scorso al paleolitico di Isernia da Emilio Izzo, per cui desidero intervenire nella  vicenda del suo trasferimento nel Lazio esprimendogli la mia vicinanza e la mia solidarietà.









Non conosco i motivi né le dinamiche che hanno portato a una tale situazione, per cui non entro nel merito, però rimane il fatto grave che si voglia allontanare dal proprio territorio un operatore culturale che ha sempre dimostrato, nella pratica quotidiana, una profonda passione per la difesa e la valorizzazione dei beni culturali.

Grazie ad essa, la collaborazione incondizionata da lui sempre prestata ai progetti turistici intrapresi dal mio assessorato ha sempre travalicato i limiti dei suoi compiti d’ufficio e si è manifestata attraverso una disponibilità totale che lo ha portato – non so più quante volte – ad adoperarsi in ogni modo per far sì che i luoghi della cultura non rimanessero interdetti ai visitatori.

Se le aperture fuori orario sono un’infrazione alle regole, Emilio è colpevole, credo anzi reo confesso, ma per questo andrebbe premiato. Quelle infrazioni costituiscono, infatti, la dimostrazione dello slancio con il quale si può assecondare una passione sincera, in nome della quale bisogna invocare a gran voce che Emilio Izzo possa restare ad occuparsi dei suoi beni culturali.

Questi, infatti, per essere le vestigia del nostro passato, appartengono di diritto a lui, a noi tutti, a quanti riconoscono in essi un valore identitario da difendere, e, in quanto tali, vanno sottratti alla visione meramente burocratica che troppo spesso, in Molise come in Italia, sottrae ai beni culturali stessi la possibilità di essere lo strumento potente con il quale costruire il futuro.

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