mercoledì 26 giugno 2013

Ciocca: A pensar male, con Molise Acque, si sbaglia di rado

Nonostante il parere ufficiale del Servizio Contenzioso Amministrativo della Regione Molise -   da me richiesto e pervenuto il 13 giugno scorso -  ad oggi ancora non ricevo alcuna risposta alla richiesta di accesso agli atti, inviata il 19 giugno, per la seconda volta,  all’attenzione del direttore generale dell’azienda "Molise Acque", l’ing. Marone.








Mentre regna il silenzio, le informazioni raccolte "parlano" di una decina di assunzioni, avvenute nelle ultime settimane attraverso una nota agenzia di lavoro interinale. Ritengo che sia arrivato il momento quindi di adire, ancora una volta, le vie legali; in merito presenterò nelle prossime ore un esposto circostanziato alla Procura della Repubblica.

Riuscirò ad avere risposta alle mie legittime domande, poste in forza del ruolo di consigliere regionale? Mi preme ribadire quanto sia chiaro il disposto dell’articolo 103 del Regolamento consiliare. Soprattutto, in questo caso, al quarto comma: "il Consigliere ha diritto di ottenere con la massima sollecitudine copia degli atti amministrativi e anche di quelli intermedi e preparatori".

La dovuta "massima sollecitudine", evidentemente, non riguarda l’azienda Molise Acque che – in questo gioco che assomiglia sempre più al nascondino – continua a prendere tempo, utile forse per procedere ad altre assunzioni in musei inesistenti e sedi periferiche. Il tutto mentre, sul sito, risultano ancora in corso le procedure per l’espletamento dei concorsi banditi prima delle passate elezioni regionali.

Tra un’assunzione e l’altra, poi, è spuntato il bando di gara per il "Servizio di formazione professionale" che, però,  sembra essere il già visto "abito cucito su misura". Il servizio di formazione, il cui bando scade il 2 luglio con apertura delle buste fissata al giorno successivo, riguarda l’attivazione di tre corsi per idraulici, elettronici/elettricisti e amministrativi.

Lezioni da effettuare entro i prossimi sei mesi "in via esclusiva", in sedi didattiche accreditate che, oltre ad essere collocate necessariamente a Campobasso, dovranno "contenere rispettivamente 22 allievi idraulici, 22 allievi elettronici/elettricisti e 14 allievi amministrativi".

Per la somma di 43mila euro, importo a base d’asta  (il criterio di aggiudicazione scelto è quello del prezzo più basso) quale ente di formazione potrà occuparsi, in via esclusiva, di questo servizio per la Molise Acque?

A rigor di logica, la dicitura "in via esclusiva" sembra stabilire che chi vincerà questo bando, per i prossimi sei mesi non potrà svolgere altri corsi di formazione.  E quale ente di formazione dispone di sedi didattiche a Campobasso, come specificatamente richiesto nel bando stesso, che possano contenere il numero degli allievi previsto dallo stesso?

Quanti sono gli enti di formazione regionale titolati a rispondere a tale avviso, con tali specifiche caratteristiche? E perché mai queste insolite tipologie di prescrizioni?

A pensar male, con Molise Acque, si sbaglia di rado. E i fatti, almeno fin qui, mi hanno dato sempre ragione. Non vorrei che anche in questa procedura di formazione si celasse qualche meccanismo "di previlegio".

Nella speranza di avere torto, presenterò una nuova richiesta di chiarimenti al direttore generale, ing. Marone, e una articolata interrogazione all’assessore competente.

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