Venerdì 3 maggio scorso la delegazione del comitato spontaneo agricolo "Uniti per non morire" è stata ricevuta dal nuovo assessore regionale all’Agricoltura avv. Facciolla. Con il nuovo parte "il fare" con prospettive positive?
L’incontro si è focalizzato sulla inarrestabile ed irreversibile crisi che con veemenza, soprattutto in questi ultimi anni, sta trascinando il mondo agricolo regionale ma soprattutto quello dei "monoreddito" nel baratro economico-sociale.
Le aziende vendute all’asta e quelle che chiudono i battenti ne sono la realtà. E' stato ribadito che quest’ultimi non possono essere abbandonati viste le gravi difficoltà che anche le loro famiglie patiscono. E' un dramma sociale che non può essere nascosto e che, com’è giusto, dev’essere affrontato una volta per tutte.
L'aspettare o peggio il non fare ha "accoltellato" alle spalle il futuro agricolo di questa nostra regione. Ciò non è più accettabile. Non si può prestare attenzione solo agli "altri" (Arena, Solagrital, Zuccherificio, Cantieri Navali, etc., etc.,) dimenticandosi di chi non fa sentire la propria voce (…e di “senza voce” contadini ve ne sono tantissimi!).
Anche le famiglie diretto-coltivatrici in questo periodo di sofferenza meritano attenzione ed il governo regionale non può esimersi dal farlo. Le aziende agricole, piano piano, stanno scomparendo nel silenzio più assoluto e, si ripete, senza che qualcosa a livello regionale si faccia, visto e considerato che anche il Molise ha la sua “croce agricola” circa i fallimenti e le chiusure.
Andando di questo passo anche il nostro Molise, malauguratamente, farà parte del Land Grabbing , ossia dell’accaparramento di terreno agricolo, che già appartiene al Terzo Mondo, è di casa. Scompariranno così le piccole e medie aziende a favore delle grandi proprietà fondiarie, ricostruendo così i latifondi come ai tempi dei Borbone.
Sarebbe un grave errore perché sono proprio le piccole e medie aziende contadine che hanno un ruolo chiave in questa nostra regione e possono affrontare alternative valide alla crisi economico-sociale ed alla tutela e valorizzazione del territorio (salvaguardia del suolo, turismo, agriturismo, etc.).
Le misure anticrisi che i due ultimi governi regionali avevano sostenuto con molte promesse, in realtà non sono state mai rese concrete.
E questo, è stato precisato, da ben quattro anni. Una cocente delusione. Per caso i monoreddito agricoli per il mondo politico-istituzionale contano solo in prossimità delle elezioni?
In modo attento l’assessore ha ascoltato e annotato quello che potrebbe essere messo in atto circa le varie problematiche trattate riguardanti:
1) L’accesso al credito;
2) La questione ISMEA;
3) Il regime del de minimis con pratiche presentate all’assessorato senza risposte alcune;
4) L’Organizzazione Produttori non ancora attuata;
5) La filiera corta cerealicola regionale mai resa concreta anche se da svariati anni se ne parla;
6) Le misure del P.S.R. riguardante il ricambio generazionale, sia del prepensionamento che del primo insediamento, non sempre armonizzanti con la fattibilità;
7) Energie rinnovabili. Misure non sempre "alleate" del paesaggio ed "idonee”"nel contesto della salubrità ambientale. Suggerimenti (quella solare-fotovoltaica) su quanto potrebbe essere proposto per far reddituare i monoreddito ed abbattere così i costi fissi aziendali;
8) Molise Acque. La richiesta pressante e sempre più onerosa di canoni “gabellieri” verso i consorzi di bonifica. Quali i compiti di Molise Acque, quali le spese sostenute per l’acqua (???) convogliata nelle reti irrigue consortili;
9) Consorzi di bonifica. L’argomento ha trattato le loro funzioni, compiti, impegni, responsabilità, abbattimento dei costi ed il loro rapportarsi in modo reale e veritiero al loro territorio comprensoriale;
10) Salvaguardia del territorio regionale. ZPS,SIC ed IBA facenti parte della Rete “Natura 2000”, contemplate nelle Direttive comunitarie, ricoprono una funzione prioritaria per la salvaguardia della flora e fauna del territorio regionale. Sarebbe opportuno prestare ancor di più la dovuta attenzione in rapporto alle facili procedure autorizzative, comunali o regionali che siano circa le costruzioni di impianti di energie rinnovabili. E, di più, concretizzare le idonee misure compensative contemplate nelle Direttive comunitarie ma non ancora in quelle regionali (…chissà perché), atte a tutelare quelle aziende agricole “obbligate” al rispetto dei vincoli inposti.
L’assessore Facciolla ha assicurato che in un prossimo incontro che terrà a breve con la delegazione fornirà le risposte esaustive ai quesiti posti.
I rappresentanti del comitato si augurano che sia la volta buona e che nell’agenda della politica regionale del nuovo governo la "questione agricola" abbia la giusta e sacrosanta priorità.
Il mondo agricolo non può più attendere, non può più vivere di speranza. E questo la rappresentanza politica regionale lo sa. E' arrivato il momento di salvaguardare l’agricoltura.
Le aziende vendute all’asta e quelle che chiudono i battenti ne sono la realtà. E' stato ribadito che quest’ultimi non possono essere abbandonati viste le gravi difficoltà che anche le loro famiglie patiscono. E' un dramma sociale che non può essere nascosto e che, com’è giusto, dev’essere affrontato una volta per tutte.
L'aspettare o peggio il non fare ha "accoltellato" alle spalle il futuro agricolo di questa nostra regione. Ciò non è più accettabile. Non si può prestare attenzione solo agli "altri" (Arena, Solagrital, Zuccherificio, Cantieri Navali, etc., etc.,) dimenticandosi di chi non fa sentire la propria voce (…e di “senza voce” contadini ve ne sono tantissimi!).
Anche le famiglie diretto-coltivatrici in questo periodo di sofferenza meritano attenzione ed il governo regionale non può esimersi dal farlo. Le aziende agricole, piano piano, stanno scomparendo nel silenzio più assoluto e, si ripete, senza che qualcosa a livello regionale si faccia, visto e considerato che anche il Molise ha la sua “croce agricola” circa i fallimenti e le chiusure.
Andando di questo passo anche il nostro Molise, malauguratamente, farà parte del Land Grabbing , ossia dell’accaparramento di terreno agricolo, che già appartiene al Terzo Mondo, è di casa. Scompariranno così le piccole e medie aziende a favore delle grandi proprietà fondiarie, ricostruendo così i latifondi come ai tempi dei Borbone.
Sarebbe un grave errore perché sono proprio le piccole e medie aziende contadine che hanno un ruolo chiave in questa nostra regione e possono affrontare alternative valide alla crisi economico-sociale ed alla tutela e valorizzazione del territorio (salvaguardia del suolo, turismo, agriturismo, etc.).
Le misure anticrisi che i due ultimi governi regionali avevano sostenuto con molte promesse, in realtà non sono state mai rese concrete.
E questo, è stato precisato, da ben quattro anni. Una cocente delusione. Per caso i monoreddito agricoli per il mondo politico-istituzionale contano solo in prossimità delle elezioni?
In modo attento l’assessore ha ascoltato e annotato quello che potrebbe essere messo in atto circa le varie problematiche trattate riguardanti:
1) L’accesso al credito;
2) La questione ISMEA;
3) Il regime del de minimis con pratiche presentate all’assessorato senza risposte alcune;
4) L’Organizzazione Produttori non ancora attuata;
5) La filiera corta cerealicola regionale mai resa concreta anche se da svariati anni se ne parla;
6) Le misure del P.S.R. riguardante il ricambio generazionale, sia del prepensionamento che del primo insediamento, non sempre armonizzanti con la fattibilità;
7) Energie rinnovabili. Misure non sempre "alleate" del paesaggio ed "idonee”"nel contesto della salubrità ambientale. Suggerimenti (quella solare-fotovoltaica) su quanto potrebbe essere proposto per far reddituare i monoreddito ed abbattere così i costi fissi aziendali;
8) Molise Acque. La richiesta pressante e sempre più onerosa di canoni “gabellieri” verso i consorzi di bonifica. Quali i compiti di Molise Acque, quali le spese sostenute per l’acqua (???) convogliata nelle reti irrigue consortili;
9) Consorzi di bonifica. L’argomento ha trattato le loro funzioni, compiti, impegni, responsabilità, abbattimento dei costi ed il loro rapportarsi in modo reale e veritiero al loro territorio comprensoriale;
10) Salvaguardia del territorio regionale. ZPS,SIC ed IBA facenti parte della Rete “Natura 2000”, contemplate nelle Direttive comunitarie, ricoprono una funzione prioritaria per la salvaguardia della flora e fauna del territorio regionale. Sarebbe opportuno prestare ancor di più la dovuta attenzione in rapporto alle facili procedure autorizzative, comunali o regionali che siano circa le costruzioni di impianti di energie rinnovabili. E, di più, concretizzare le idonee misure compensative contemplate nelle Direttive comunitarie ma non ancora in quelle regionali (…chissà perché), atte a tutelare quelle aziende agricole “obbligate” al rispetto dei vincoli inposti.
L’assessore Facciolla ha assicurato che in un prossimo incontro che terrà a breve con la delegazione fornirà le risposte esaustive ai quesiti posti.
I rappresentanti del comitato si augurano che sia la volta buona e che nell’agenda della politica regionale del nuovo governo la "questione agricola" abbia la giusta e sacrosanta priorità.
Il mondo agricolo non può più attendere, non può più vivere di speranza. E questo la rappresentanza politica regionale lo sa. E' arrivato il momento di salvaguardare l’agricoltura.
Il portavoce di "Uniti per non morire"

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