giovedì 14 marzo 2013

Crisi, Federconsumatori: Allarmante caduta dei consumi alimentari

Situazione critica che richiede provvedimenti della massima urgenza. L’allarme lanciato da Federalimentare conferma la situazione di profonda crisi in cui versano le famiglie, che noi denunciamo da anni. 






Il potere di acquisto di queste ultime, infatti, è ridotto ormai allo stremo, tanto da determinare una forte contrazione persino dei consumi alimentari. Un settore la cui domanda, come è noto, è tradizionalmente considerata anelastica, proprio perché con estrema difficoltà viene interessata da profondi e radicali mutamenti.

La diminuzione del 3% dei consumi alimentari nel 2012 denunciata da Federalimentare, rappresenta, quindi, un segnale di gravità inaudita, che appare ancora più sconcertante se affiancato al dato rilevato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente alla contrazione generale dei consumi nello stesso anno, pari al -4,7%. Un andamento che non accenna a migliorare nemmeno nell’anno in corso, per il quale abbiamo stimato un’ulteriore caduta dei consumi del -1,4%, con una relativa diminuzione della spesa delle famiglie di 9,9 miliardi di Euro.

Addirittura, nel biennio 2012-2013, a fronte di una contrazione dei consumi del -6,1%, la caduta della spesa delle famiglie risulta pari a -44 miliardi di Euro. "Una situazione estremamente critica, di fronte alla quale è necessario intervenire al più presto, per scongiurare effetti ancora più drammatici per le famiglie e per l’intera economia". – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Per questo ribadiamo l’urgenza di alcuni provvedimenti indispensabili che dovranno essere presi non appena formato il nuovo Governo.

Al di là di questioni, pur sempre fondamentali, quali l’approvazione di una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini una reale possibilità di scelta dei propri rappresentanti, o l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, bisogna adottare tre misure immediate per il rilancio economico del Paese:

1.    Abolire l’aumento dell’IVA da luglio,

2.    Disporre una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso,

3.  Avviare una ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca. 

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