L'appello lanciato da Giovanni in una toccante intervista a Telemolise mandata in onda ieri, merita di essere raccolto e rilanciato, superando l'emozione e costruendo risposte strutturali che possano migliore le condizioni materiali di un nucleo familiare di otto persone, con sei figli minori di cui una gravemente malata.
Avendo seguito una vicenda umana che ti entra nell'animo parlando ripetutamente sia con Giovanni che con Filomena chiederei alle diverse amministrazioni pubbliche interessate di adoperarsi prioritariamente sulle seguenti questioni:
1) Accelerazione dei tempi di rimborso da parte dell'Asrem in favore dei familiari che assistono i propri cari in strutture ospedaliere lontane per patologie non curabili in regione;
2) Modifica del codice di esenzione ticket n. 48 da parte dell'Asrem perché insufficiente per la fattispecie in esame;
3) Ripristino dell'assistenza domiciliare da parte dei servizi sociali comunali di Campobasso per aiutare Giovanni e gli altri ragazzi che sono da soli a casa in queste settimane;
4) Individuazione di un diverso alloggio popolare perché quello attuale è piccolo (90 metri quadri), è al V° Piano senza ascensore con le comprensibili difficoltà di spostamento per la figlia malata, non ha una stanza sterile ed è umido, quindi inappropriato, oltre ad avere un costo mensile netto di 380 euro che la famiglia non può permettersi;
5) Sostegno mirato alla famiglia per azzerare il dovuto allo Iacp per il fitto pregresso;
6) Definizione di un piano rateizzato di rientro di pagamenti per imposte, bollette, contenziosi, fitto e acquisto beni di prima necessità;
7) Sostegno per il materiale scolastico ed altre esigenze primarie attraverso azioni solidali attivate dalla Caritas, dalla parrocchia e da associazioni di volontariato;
8) Attivazione di un progetto di accompagnamento specifico attraverso il Piano Sociale di Zona, verificando l'accesso al reddito minimo di cittadinanza o ad altre forme di integrazione strutturale del reddito o di abbattimenti dei costi fissi familiari.
Ringrazio le istituzioni che si sono già prodigate per definire la pratica di accompagnamento che sarà posta in liquidazione dal prossimo mese e non dispero che si possano individuare altre soluzioni specifiche per rendere meno problematiche le vicissitudini della famiglia Carozza. E sono umanamente grato alla Caritas per il suo ruolo di supplenza sociale e per quello che riesce a fare sul territorio con costanza, dedizione e discrezione, perché la povertà non è una colpa e perché tutti gli esseri umani meritano rispetto e dignità.
1) Accelerazione dei tempi di rimborso da parte dell'Asrem in favore dei familiari che assistono i propri cari in strutture ospedaliere lontane per patologie non curabili in regione;
2) Modifica del codice di esenzione ticket n. 48 da parte dell'Asrem perché insufficiente per la fattispecie in esame;
3) Ripristino dell'assistenza domiciliare da parte dei servizi sociali comunali di Campobasso per aiutare Giovanni e gli altri ragazzi che sono da soli a casa in queste settimane;
4) Individuazione di un diverso alloggio popolare perché quello attuale è piccolo (90 metri quadri), è al V° Piano senza ascensore con le comprensibili difficoltà di spostamento per la figlia malata, non ha una stanza sterile ed è umido, quindi inappropriato, oltre ad avere un costo mensile netto di 380 euro che la famiglia non può permettersi;
5) Sostegno mirato alla famiglia per azzerare il dovuto allo Iacp per il fitto pregresso;
6) Definizione di un piano rateizzato di rientro di pagamenti per imposte, bollette, contenziosi, fitto e acquisto beni di prima necessità;
7) Sostegno per il materiale scolastico ed altre esigenze primarie attraverso azioni solidali attivate dalla Caritas, dalla parrocchia e da associazioni di volontariato;
8) Attivazione di un progetto di accompagnamento specifico attraverso il Piano Sociale di Zona, verificando l'accesso al reddito minimo di cittadinanza o ad altre forme di integrazione strutturale del reddito o di abbattimenti dei costi fissi familiari.
Ringrazio le istituzioni che si sono già prodigate per definire la pratica di accompagnamento che sarà posta in liquidazione dal prossimo mese e non dispero che si possano individuare altre soluzioni specifiche per rendere meno problematiche le vicissitudini della famiglia Carozza. E sono umanamente grato alla Caritas per il suo ruolo di supplenza sociale e per quello che riesce a fare sul territorio con costanza, dedizione e discrezione, perché la povertà non è una colpa e perché tutti gli esseri umani meritano rispetto e dignità.

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