sabato 30 giugno 2012

Salviamo lo sport in Molise. Attivazione tavolo di confronto col Coni e le Federazioni Sportive

Sono tante le esperienze nel mondo del calcio, della pallacanestro, del volley e di altre discipline, che soffrono della situazione emergenziale in atto e non trovano più sponsor, imprese e sostegni finanziari per proseguire la propria attività.






Il 5 luglio scade l’iscrizione per il campionato nazionale di pallavolo femminile A3 e sussiste il rischio che la Women’s Campobasso che ha sfiorato la promozione in A2 negli ultimi due campionati resti fuori dalla competizione.

Dalle vicende del Campobasso Calcio fino alle squadre minori e alle molteplici situazioni di tante associazioni sportive che si occupano di aggregazione, preparazione atletica, educazione allo sport per i ragazzi, formazione mirata alle gare e approntamento delle squadre per i campionati, c’è un pullulare di preoccupazioni tra gli sportivi molisani che si trovano senza interlocutori istituzionali perché non c’è nemmeno un Assessore Regionale allo Sport.

La materia attiene gli interessi di decine di migliaia di bambini, di giovani, di dilettanti, di appassionati, di amatori e di professionisti, perché attraverso la pratica sportiva si socializza, si costruiscono luoghi di condivisione e ci si abitua a soffrire o gioire insieme.

Quindi lo sport non è solo la gratificante vittoria dell’Italia calcistica nella semifinale europea contro la Germania, e non merita di essere delegato a qualche diligente funzionario pubblico che non dispone di margini di agibilità, né può rimanere di esclusiva pertinenza del Coni o delle Federazioni Sportive perché in tempi di austerità non ci sono mezzi per garantire il regolare svolgimento delle competizioni e dei campionati.

Per questa ragione, sollecito l’attivazione di un confronto negoziale presso la Giunta Regionale che coinvolga il Coni, le Province e delle Federazioni, per affrontare insieme il problema e individuare sempre insieme le soluzioni possibili, senza stroncare i sogni dei nostri ragazzini né precludergli la possibilità di essere il Pasquale Gravina o l’Andrea Lalli del futuro.

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