La figura della Consigliera di Parità accolta come parte offesa nei rinvii a giudizio per discriminazione.
E’ appena stato siglato, per la prima volta in Italia, un importante protocollo d’intesa finalizzato alla “Promozione di strategie condivise, finalizzate ad azioni di contrasto contro ogni forma di discriminazione” tra la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello, la Procura della Repubblica presso il Tribunale Campobasso, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Isernia, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino, la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Campobasso, l’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità Giuditta Lembo e l’Ordine dei Giornalisti del Molise.
Il protocollo, primo esempio nel suo genere in Italia, rappresenta un importante passo in avanti verso la tutela alle vittime di discriminazioni, ma anche una stretta ed importante collaborazione tra le istituzioni.
Il tema della promozione delle Pari Opportunità contro la lotta alle discriminazioni, ha assunto un'importanza fondamentale nell'attuale contesto di forti mutamenti sociali e culturali e rappresenta l’avviamento ad una azione di contrasto a ogni forma di tale illecito.
L’approccio è esplicitato dall'art. 21 della "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea", che riconosce la molteplicità dei fattori di discriminazione e la diffusione di tale fenomeno.
Le discriminazioni sono azioni che potenzialmente possono colpire chiunque si trovi nelle condizioni definite dalla Carta e il cui contrasto necessita di un radicale processo di cambiamento culturale.
Molti Paesi europei hanno già avviato azioni in questa direzione a seguito di fenomeni sociali che ne hanno accresciuto l'urgenza.
Il protocollo appena siglato, prevede una serie di importanti impegni nell’ambito di tale collaborazione interistituzionale. La novità di interesse è quella di una valutazione delle Procure stesse circa l’opportunità di indicare nelle richieste di rinvio a giudizio, quale parte offesa, anche l’ufficio della Consigliera di Parità della Regione Molise in relazione alle fattispecie penali che implichino forme di discriminazione di genere.
Il protocollo, primo esempio nel suo genere in Italia, rappresenta un importante passo in avanti verso la tutela alle vittime di discriminazioni, ma anche una stretta ed importante collaborazione tra le istituzioni.
Il tema della promozione delle Pari Opportunità contro la lotta alle discriminazioni, ha assunto un'importanza fondamentale nell'attuale contesto di forti mutamenti sociali e culturali e rappresenta l’avviamento ad una azione di contrasto a ogni forma di tale illecito.
L’approccio è esplicitato dall'art. 21 della "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea", che riconosce la molteplicità dei fattori di discriminazione e la diffusione di tale fenomeno.
Le discriminazioni sono azioni che potenzialmente possono colpire chiunque si trovi nelle condizioni definite dalla Carta e il cui contrasto necessita di un radicale processo di cambiamento culturale.
Molti Paesi europei hanno già avviato azioni in questa direzione a seguito di fenomeni sociali che ne hanno accresciuto l'urgenza.
Il protocollo appena siglato, prevede una serie di importanti impegni nell’ambito di tale collaborazione interistituzionale. La novità di interesse è quella di una valutazione delle Procure stesse circa l’opportunità di indicare nelle richieste di rinvio a giudizio, quale parte offesa, anche l’ufficio della Consigliera di Parità della Regione Molise in relazione alle fattispecie penali che implichino forme di discriminazione di genere.

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