martedì 26 giugno 2012

Lettera aperta alle forze di opposizione al governo Monti presenti in Molise

Il Molise è attraversato da una crisi grave sul piano economico e sociale.











In tutto il territorio regionale aziende industriali storiche e consolidate hanno da tempo fermato o fortemente ridimensionato la produzione, la crisi si estende a tradizionali  attività agricole, che non trovano più uno sbocco adeguato nell’industria di trasformazione, ed attanaglia i settori dei servizi all’impresa e dell’edilizia e delle costruzioni. L’occupazione declina, con la perdita di migliaia di posti di lavoro in tutti i settori (dall’industria al terziario , alla pubblica amministrazione );

il territorio molisano è, altresì, interessato da processi preoccupanti di inquinamento e di degrado ambientale. Il terreno e le acque del basso Molise risultano inquinate dai rifiuti tossici riversati dalla criminalità organizzata, in combutta con imprenditori privi di scrupoli, che , in tal modo, puntano ad accrescere i profitti, come evidenziato dalle indagini della magistratura sul COSIB, e nel silenzio delle amministrazioni locali. Nelle aree collinari e montagnose, sottoposte ad abbandono  ed incuria, si accentua il fenomeno degli smottamenti e dei movimenti franosi e della mancata regolazione del regime delle acque, con conseguenze talvolta dirompenti . I centri urbani  maggiori sono afflitti dalla cementificazione e dal consumo speculativo del suolo ( pur in presenza dell’aggravarsi del problema dell’abitazione per i ceti meno abbienti) e dall’inquinamento dell’aria, causato dall’eccesso di motorizzazione privata e dalla carenza e cattiva organizzazione dei servizi collettivi;

ai cittadini non vengono garantiti in modo adeguato diritti fondamentali, quali quello alla mobilità,all’istruzione, alla salute . La sanità, in particolare, condizionata dalla commistione pubblico-privato e dall’uso dissennatamente clientelare e familistico delle risorse del fondo regionale, è in ginocchio : le liste d’attesa sono  intollerabilmente lunghe, Le strutture di pronto intervento sono intasate, mancano una rete organica ed efficiente di strutture sul territorio e interventi organicamente rivolti alla prevenzione.

Non possono essere taciute le gravi responsabilità delle classi dirigenti locali nella situazione critica del Molise . Negli ultimi dieci anni , segnati dalla presidenza di Michele Iorio, la gestione della politica da parte di potentati interessati solo alla gestione clientelare e familistica del potere e delle risorse pubbliche è giunta al parossismo, in un regime perverso che ha reso strutturale lo scambio tra favori e consenso.

La sanità (il boccone più ghiotto questo, in quanto assorbe oltre l’80% del bilancio regionale ), l’organizzazione della rete scolastica, le assunzioni pubbliche, la concessione di contributi e incentivi , tutto è stato subordinato all’esigenza di confermare e consolidare in Regione il sistema feudale dei potentati. Si è creata, così, una cappa sulla società molisana , che ne ha mortificato  aspirazioni, talenti e potenzialità e ha svilito le sedi della politica da luoghi deputati alla soluzione dei problemi della società a luoghi dell’esaltazione dell’interesse privato. Da ciò è conseguito, oltre al degrado della Regione e all’aggravamento dei suoi problemi storici, il diffondersi dell’indifferenza e del distacco di larga parte dei cittadini dall’impegno e dalla politica, che ha un suo significativo indicatore nell’elevatissimo tasso di astensione alle consultazioni elettorali.

E’ del tutto evidente, comunque, che la crisi molisana, pur con le sue specificità, non può essere analizzata e compresa se estrapolata dalla crisi generale del Paese e dalla crisi globale del capitalismo . Né è possibile ipotizzare neppure l’avvio a soluzione dei nostri problemi, se persistono, a livello nazionale, le attuali politiche liberiste, recessive e violentemente antipopolari attuate dal governo Monti . Già adesso, a causa dei tagli alla spesa sociale e dell’imposizione del patto  di stabilità, le Regioni e gli Enti Locali si trovano nella impossibilità di far fronte, spesso, anche all’ordinario .

Con l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione e con la prevista approvazione del “fiscal compact” (che , da solo, comporterebbe tagli al bilancio pubblico di 45 miliardi all’anno per 20 anni), le Regioni saranno private delle risorse minime per poter operare e per poter programmare e attuare la necessaria riconversione ambientale e sociale dell’economia dei territori .E’, quindi necessario sconfiggere la politica di acquiescenza ai dettami della Banca Europea , del Fondo Monetario e dell’Unione Europea , che , oltre a mortificare il lavoro e impoverire le classi popolari, anziché risolvere, aggrava la crisi .

In Molise, come a livello nazionale, è urgente intensificare l’opposizione sociale al governo Monti e realizzare, nel rispetto dell’autonomia e degli ambiti di intervento di ciascuno, l’unità possibile delle forze antiliberiste. Pertanto,la segreteria regionale del Partito della Rifondazione Comunista propone ai compagni del PDCI, di SEL, di Sinistra Popolare, del PCL, all’Italia dei Valori (unica forza che in Parlamento conduce l’opposizione al governo Monti), alle associazioni e ai comitati della società civile che si battono per la difesa dei beni comuni, della democrazia e della Costituzione , alle rappresentanze del mondo del lavoro di dar vita ad un patto di consultazione , che abbia come scopo l’organizzazione unitaria di iniziative di lotta, di informazione e di approfondimento sui temi della crisi nazionale e regionale.

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